Analisi
Banca di Roma 18 anni fa - lunedì 8 marzo 1999

BANCA DI ROMA

La BANCA DI ROMA (1,39 euro; 2.691 lire) è a capo di uno dei maggiori gruppi bancari italiani, presente anche nei fondi comuni (Romagest e Rominvest), nelle assicurazioni (50% Roma Vita, in collaborazione con la Toro), nei finanziamenti a lungo termine (Mediocredito di Roma)... E' controllata da un patto tra la Fondazione pubblica Cassaroma (27% del capitale), la Toro (8%) e l'americana Eds (2%). La Fondazione venderà quest'anno un 8-9% del capitale posseduto alla banca olandese ABN-Amro. Viene così messa in discussione la fusione con la Comit le cui trattative procedevano a rilento. Contemporaneamente BANCA DI ROMA cederà all'Antonveneta la propria partecipazione in BNA. L'iniezione di capitali freschi che ne deriverà - circa 1.350 miliardi di lire - permetterà di rafforzare una situazione patrimoniale indebolita da 9.100 miliardi di crediti a rischio. La capogruppo ha intanto chiuso il 1998 con un utile di 653 miliardi di lire (337 milioni di euro). Nonostante il 30% sia dovuto a guadagni straordinari (e quindi non ripetibili) legati alla vendita di attività non strategiche, la banca ha anche diminuito molto i costi (-11%), riducendo il personale, e ha aumentato i ricavi derivanti dalla gestione del risparmio. La redditività della BANCA DI ROMA rimane tuttavia inferiore a quella delle maggiori concorrenti.
La ristrutturazione comincia a dare i suoi frutti. La vendita della BNA è positiva e l'ingresso di ABN-Amro apre nuovi scenari. Il titolo è correttamente valutato, potete acquistare.

BANCA DI ROMA

Banca in ristrutturazione per cui si aprono nuove possibilità. Potete acquistare.

 

 

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