Analisi
Banca di Roma 18 anni fa - lunedì 26 aprile 1999

BANCA DI ROMA

BANCA DI ROMA (1,52 euro - 2.943 lire), dopo le pesanti perdite del '97, l'anno scorso è ritornata in utile e pagherà un dividendo di 25 lire per azione. Per il 1999 ci aspettiamo un utile di 0,145 euro per azione, di cui la metà derivanti dal guadagno straordinario realizzato con la cessione della controllata BNA all'AntonVeneta. Nell'azionariato della banca è appena entrata l'olandese ABN-Amro (8,75% del capitale), che si affianca così alla Fondazione pubblica Cassaroma (18%) e alla Toro Assicurazioni (8,5%). Dopo la vendita della BNA, la BANCA DI ROMA ha circa 1.290 sportelli, concentrati soprattutto nell'Italia centrale (45% del totale). Questi interessano molto al San Paolo-IMI (vedi oltre), che ha proposto una fusione con la BANCA DI ROMA. Quest'ultima considera però l'offerta non amichevole e ha deciso di rifiutarla. In alternativa, preferisce rafforzare i suoi legami con ABN-Amro, in particolare nel risparmio gestito, in cui opera tramite Romagest (n° 6 in Italia nei fondi comuni), e nella banca d'investimento (consulenza alle imprese...) in cui attualmente è poco presente. E' inoltre possibile che la BANCA DI ROMA si aggreghi con un altro istituto (Monte dei Paschi di Siena...).
Nonostante il rifiuto della fusione con San Paolo-IMI, alla BANCA DI ROMA si aprono altre strade per lo sviluppo. L'azione è correttamente valutata. Potete mantenerla.

BANCA DI ROMA

L'offerta di San Paolo-IMI ha fatto salire il titolo, ma la fusione è stata rifiutata. Mantenere.

 

 

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