Analisi
IBt 18 anni fa - mercoledì 7 aprile 1999

IBT

• Biotecnologie
• Bruxelles (Euro.NM)
• 12.35 Euro, 498.20 Franchi Belgi

IBT, azienda belga specializzata nel trattamento del cancro alla prostata, ha appena pubblicato i risultati 1998. A causa del ritardo nella commercializzazione dei suoi prodotti la perdita d'esercizio è circa il doppio rispetto a quanto previsto al momento della quotazione in Borsa. Secondi noi anche i risultati del 1999 potrebbero essere deludenti. Al momento della quotazione IBT aveva previsto per il 1999 un utile netto di 123 milioni di franchi belgi (3 milioni di euro). Però la commercializzazione dei materiali prodotti dal primo ciclotrone inizieranno solo nei prossimi giorni e molto più gradualmente del previsto. Mentre il secondo ciclotrone sarà pienamente operativo solo nella prossima estate. Questi ritardi dovrebbero ridurre fortemente il fatturato inizialmente previsto per il 1999, secondo le nostre analisi non dovrebbe superare i 150 milioni di franchi belgi (poco meno di 4 milioni di euro) - una cifra insufficiente a coprire le spese che potrebbero superare i 200 milioni di franchi (5 milioni di euro). In conseguenza il bilancio 1999 dovrebbe chiudersi con una perdita netta di almeno 50 milioni di franchi belgi (circa 1,25 milioni di euro). E ci sono anche altri problemi all'orizzonte: il mercato americano degli impianti radioattivi sta diventando sempre più competitivo e abbiamo già individuato altre tre società che hanno incrementato la loro capacità produttiva. Questo per il breve periodo! Nel lungo termine la situazione può essere molto più favorevole per IBT. Prima di tutto in Europa il trattamento contro il cancro alla prostata, a base di brachiterapia è ancora all'inizio. Alla base di questo ritardo dell'Europa nei confronti del Stati Uniti, oltre che motivi culturali, ci sono anche fattori prettamente economici: negli Stati Uniti l'operazione che comporta l'asportazione della prostata costa circa il triplo rispetto alla brachiterapia, in Europa i due trattamenti hanno costi molto simili. Inoltre nella maggior parte dei paesi d'Europa i trattamenti di brachiterapia non vengono rimborsati dal servizio pubblico. Ma, considerati gli indubbi vantaggi di questo tipo di trattamento (limita i rischi di incontinenza e impotenza) e probabile che anche l'Europa si converta a questa terapia. Però, considerato che non tutto i paesi non passeranno alla brachiterapia allo stesso modo e negli stessi tempi, IBT è ancora troppo piccola per coprire i diversi sistemi sanitari d'Europa. Quindi un accordo con un gruppo internazionale (come ad esempio quello concluso con la statunitense Bart) sarebbe molto utile per l'azienda, e confidiamo nella forte professionalità della dirigenza di IBT perché ciò avvenga. La stessa professionalità che permetterà a IBT di esplorare a pieno le possibilità che la brachiterapia offre per la cura di altri cancri, ad esempio quello al seno. Inoltre, entro la fine dell'anno, IBT sarà l'unica azienda in grado di produrre impianti al palladio o allo iodio, lasciando così ai medici ampia scelta.
Infine, vale la pena segnalare che ormai l'intero processo produttivo di IBT è completamente automatizzato, mentre la maggior parte della concorrenza ricorre ancora a sistemi manuali. Questo mette la compagnia un passo avanti rispetto alla concorrenza, cosa che potrebbe trasformarsi in un vantaggio fondamentale in caso di guerra dei prezzi.

Per concludere, noi pensiamo che il futuro di IBT non sia in pericolo nonostante il 1999 sarà molto duro per le finanze aziendali. Considerato che il prezzo è caro vi consigliamo di VENDERE.

ANDAMENTO DEL PREZZO DI IBT IN EURO

condividi questo articolo