Analisi
Comit 18 anni fa - lunedì 21 giugno 1999

COMIT

La Banca Commerciale Italiana (COMIT - 7,24 euro; 14.019 lire), presente in tutta la Penisola e all'estero con circa 1.400 sportelli, ha respinto nelle scorse settimane l'offerta di aggregazione presentata da UniCredit, dopo forti contrasti fra i propri soci. Alcuni di questi hanno formato un patto (24,3% del capitale), capitanato da Generali, Commerzbank e Mediobanca e hanno convocato un'assemblea per rinnovare i dirigenti della COMIT. Al patto si dovrebbero opporre Paribas (5% del capitale), Deutsche Bank (4%) e altri soci minori. I nuovi dirigenti che salvo sorprese verranno nominati, dovranno decidere se accettare la proposta di aggregazione presentata da Banca Intesa. Questa prevederebbe un'acquisizione solo parziale (60-70% del capitale) della COMIT, che rimarrebbe quindi quotata in Borsa, ma sopratutto conserverebbe una certa indipendenza. Inoltre in passato i due gruppi si sono scontrati più volte: COMIT non riuscì ad acquisire né Ambroveneto né Cariplo (ora fusi in Banca Intesa). L'offerta limitata e le culture diverse rischiamo dunque di avere effetti limitati sugli aumenti di ricavi e la riduzione dei costi di un'operazione così concepita. Gli attuali azionisti della COMIT potrebbero inoltre subire il disagio di avere in mano titoli delle due banche.
L'azione è correttamente valutata, ma l'offerta parziale di Banca Intesa sulla COMIT ci lascia scettici sulle prospettive di integrazione delle due banche. L'investitore prudente venda sopra i 7 euro e intaschi i guadagni. Lo speculatore può mantenere per puntare su eventuali offerte al rialzo.

COMIT

Dopo il rifiuto dell'offerta UniCredit, Comit torna ai massimi per una nuova offerta da Banca Intesa. Vendere.

 

 

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