Analisi
Banca di Roma 18 anni fa - lunedì 26 luglio 1999

BANCA DI ROMA

La BANCA DI ROMA (1,28 euro - 2.478 lire) ha respinto l'offerta di fusione presentata in marzo da San Paolo-IMI e prosegue lo sviluppo rafforzando la collaborazione con i suoi partner strategici. Toro Assicurazioni (8% del capitale) innanzitutto, per la vendita di polizze vita e danni ai suoi sportelli. Poi l'olandese ABN-Amro (8,75%) per creare una banca d'investimento (collocamento di azioni e obbligazioni e finanza d'impresa) e rafforzare l'attività di analisi finanziaria. Infine con la Libyan Arab Foreign Bank (già in BANCA DI ROMA col 5%) per finanziare la costruzione di un gasdotto fra la Libia e l'Italia progettato dall'ENI (vedi oltre). Tutto ciò dovrebbe fare aumentare le commissioni incassate (+17,5% nel 1° trimestre), compensando così la riduzione fra interessi incassati dai prestiti e tassi pagati sui depositi (-4% nei primi 3 mesi). Per tagliare i costi, la gestione del sistema informatico viene ceduta all'americana EDS (2% del capitale). Inoltre vengono trasformati in obbligazioni e ceduti oltre 3mila miliardi di lire di crediti a rischio (9% dei prestiti totali) che rimangono il punto debole del gruppo.
Gli accordi con i vari partner consentono a BANCA DI ROMA di recuperare il terreno perso rispetto alla concorrenza, ma solo la fusione con una banca senza problemi di crediti a rischio potrà davvero rafforzarla. Il prezzo dell'azione è però corretto. Mantenere.

BANCA DI ROMA

Dopo il rifiuto dell'offerta di San Paolo-Imi, il titolo perde quota. Mantenere, ma non acquistare.

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