Analisi
ICI 18 anni fa - lunedì 5 luglio 1999

ICI

In seguito ai deludenti risultati del 1° trimestre (-3% il fatturato) il britannico ICI (675,50 pence - 20.178 lire; ICI.L) ha deciso accelerare la sua strategia tesa a ridurre al massimo il carattere ciclico (cioè la sensibilità all'andamento dell'economia) delle sue attività. A tal scopo ha completato una serie di cessioni: le divisioni poliuretani, diossido di titano e alcune attività petrolchimiche sono state vendute all'americano Huntesman per circa 1,3 miliardi di sterline. Una somma che ICI utilizzerà soprattutto per ridurre il suo importante indebitamento. Ma il gruppo non è ancora riuscito a sbarazzarsi del tutto della chimica di base. Da una parte, ha infatti accettato di detenere per almeno tre anni il 30% della HICI, società in comune con la Huntsman, che raccoglie appunto le attività cedute da ICI. Dall'altra, prima di potersi concentrare solo sui segmenti vernici e specialità chimiche, ICI dovrà disfarsi delle divisioni alochimica (con attività cloro in perdita) e acrilica.
Tuttavia, malgrado l'interesse manifestato per queste attività da alcuni potenziali acquirenti, dubitiamo che il gruppo possa realizzare operazioni finanziarie interessanti data la cattiva congiuntura del settore chimico.
La strategia del gruppo è convincente, ma la ristrutturazione sarà più lunga e difficile del previsto. Inoltre ICI vorrebbe disfarsi di tutte le attività chimiche, eccetto le specialità. Nonostante l'azione sia conveniente vi consigliamo quindi di mantenere, ma non acquistare.

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