Analisi
San Paolo IMI 18 anni fa - lunedì 19 luglio 1999

SAN PAOLO-IMI

SAN PAOLO-IMI (12,80 euro; 24.784 lire) è a capo del maggior gruppo bancario italiano, ma perderà questa posizione in seguito all'aggregazione fra Banca Intesa e Comit. Dopo che la sua Offerta Pubblica di Scambio (OPS) sulla Banca di Roma è stata respinta (sia da quest'ultima sia dalla  Banca d'Italia), SAN PAOLO-IMI potrebbe integrarsi con BNL e/o Banco di Napoli, mentre un accordo con UniCredit appare più difficile. Nei primi 3 mesi dell'anno, l'utile è intanto aumentato solo del 2% rispetto al 1° trimestre '98. Il gruppo rafforza quindi i suoi punti di forza. Data la leadership che già possiede nella banca d'investimento (collocamenti sui mercati finanziari) con Bim-IMI, si rafforzerà presto nella banca d'affari (assunzione di partecipazioni in società quotate e non). Ciò gli consentirà di svilupparsi in un settore con ottime prospettive. Inoltre ha acquisito il 50% del capitale di Egida, compagnia assicurativa del gruppo Reale Mutua, per sviluppare la vendita di polizze nel ramo danni (salute, casa) tramite sportelli e promotori finanziari (n° 1 in Italia con le reti Banca Fideuram e San Paolo Invest). Infine, il gruppo si disferà di 1.300 miliardi di immobili quotandoli in Borsa nella Beni Stabili. Ciò consentirà di aumentare la redditività complessiva dall'11% del '98 al 13% nel '99 e al 15% nel 2000.
La fallita fusione con Banca di Roma ha pesato sul prezzo dell'azione, che oggi è corretto. Il gruppo rafforza la propria strategia e altre aggregazioni sono possibili. Acquistare.

SAN PAOLO IMI

La mancata fusione con Banca di Roma ha pesato sul titolo, ma la strategia è buona. Acquistare.

 

 

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