Analisi
Snia 18 anni fa - lunedì 19 luglio 1999

SNIA

Le dimissioni dei dirigenti di SNIA (1,25 euro - 2.420 lire) hanno a nostro avviso accelerato le trattative tra gli azionisti Giribaldi-Valletto e la cordata Interbanca (Gnutti, Colaninno e Rosa) per la cessione del 29% del capitale di SNIA, avvenuta per un valore complessivo di 650 miliardi di lire (1.43 euro per azione). Ma Interbanca, detenendo ormai il 39% di SNIA (ne possedeva già il 10%), per non essere obbligata a lanciare un'OPA allo stesso prezzo, deve scendere, entro 1 anno, almeno sotto il 30%. Interbanca potrebbe diluire la sua partecipazione incorporando le controllate Sorin e Caffaro o cedere la quota eccedente a una società amica (Gnutti). Dal punto di vista industriale, SNIA risponde alla crisi delle fibre tessili (30% del fatturato) acquisendo, tramite Nylstar, l'attività fili tessili nylon dell'americana AlliedSignal (i cui ricavi a pieno regime sono di circa 80 milioni di euro, ossia il 4% dei ricavi di SNIA). Diventerà così il n° 2 al mondo del settore e rafforzerà la sua leadership in Europa. Inoltre l'operazione permetterà a Nylstar di entrare su un mercato tessile in crescita come quello americano. Si è infine conclusa la trattativa tra la controllata Caffaro e la farmaceutica Bracco per fornire a quest'ultima impianti e prodotti per la diagnostica, confermando così la strategia di riconversione di Caffaro nella chimica specialistica.
L'uscita di scena di Giribaldi a favore del patto in cui è presente anche l'attuale presidente Rosa dovrebbe ridurre l'incertezza e la volatilità che gravano oggi sul titolo. Resta ora da vedere se Rosa sarà capace di ristrutturare il gruppo e razionalizzarne le attività. L'azione è correttamente valutata. Mantenere.

SNIA

I cambiamenti al vertice del gruppo dovrebbero ridurre l'incertezza che grava sul titolo. Mantenere.

 

 

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