Analisi
Philip Morris 18 anni fa - lunedì 25 ottobre 1999

PHILIP MORRIS

Nel 3° trimestre il fatturato e l'utile per azione dell'americano PHILIP MORRIS (PM; 24,75 dollari - 44.820 lire; MO.N) sono cresciuti rispettivamente del 7% e del 4%. Da notare che l'attività tabacco è cresciuta di ben l'11%: la salita dei prezzi non ha in effetti penalizzato molto le vendite di sigarette. La crescita degli utili è dovuta soprattutto all'aumento dei margini di guadagno nella divisione alimentare (38% del fatturato).
Malgrado l'accordo raggiunto con gli Stati americani a fine 1998, il titolo continua a soffrire per i problemi giudiziari negli Stati Uniti. Né la recente ammissione di PM di un legame diretto fra il tabacco e alcune malattie come il cancro al polmone disarma gli avversari. Il Governo federale ha infatti intentato una causa giudiziaria (il cui esito è ancora incerto a detta degli esperti) contro i produttori di tabacco per il rimborso delle spese sanitarie derivate dal consumo di tabacco. Altra minaccia: in Florida la giustizia ha appena approvato la possibilità che un'azione collettiva sbocchi in indennizzi collettivi (più cari degli individuali). L'industria dovrebbe ricorrere in appello, ma l'esito resta incerto.
L'azione è conveniente, ma visti i reali rischi giudiziari, vi consigliamo di non acquistare. Chi la possiede può comunque mantenerla considerate le buone prospettive del mercato del tabacco nei Paesi emergenti e l'eccellente immagine di marchio di PM.

PHILIP MORRIS

PM soffre ancora per problemi giudiziari negli USA. L'azione è rischiosa, ma potete manterla.

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