Analisi
Autonomy 17 anni fa - martedì 30 novembre 1999

AUTONOMY

• Gestione delle conoscenze
• Easdaq
• 38,60 dollari statunitensi

Lo specialista inglese dei motori di ricerca intelligenti prosegue la marcia. Le vendite del terzo trimestre di quest'anno sono aumentate del 24% rispetto al secondo e sono quasi triplicate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questa progressione spettacolare è sia il frutto dei numerosi accordi di licenza conclusi dal gruppo di Cambridge, ma anche della massiccia campagna di stampa destinata a rendere noti al grande pubblico i suoi prodotti, come ad esempio quella pubblicata sul Financial Times, che é da considerarsi perfettamente riuscita.
Segnaliamo inoltre l'aumento della penetrazione sul mercato statunitense. E su questo mercato, dobbiamo ammettere che Autonomy sta facendo nettamente meglio dei suoi concorrenti, che invece sono presenti negli Stati Uniti da molto più tempo.
Tutto questo entusiasmo deve essere comunque raffreddato. Vero che la presentazione del suo prodotto ha fortemente impressionato, è altrettanto vero che il mercato sta adottando la tecnologia di Autonomy, è ancor più vero che il modo di lavorare ci sembra convincente. Ma dobbiamo anche essere franchi: la valorizzazione attuale di Autonomy (1,5 miliardi di dollari per un fatturato 99 stimato a 25 milioni di dollari) è dovuta soprattutto all'euforia che attualmente circonda i titoli legati ad Internet e al fatto che pochissimi analisti ne conoscono il vero valore.
Uno studio "parziale" realizzato al momento del collocamento in Borsa (cf. p. 1) e che prevedeva la realizzazione di utili a partire da quest'anno (cosa che non si realizzerà) valorizzava "generosamente" il titolo ... a meno di 4 dollari, mentre il nostro prezzo obiettivo al momento della presentazione della società su questa rivista lo scorso luglio era di 20 dollari ... nel 2002. Il prezzo attuale, circa 40 dollari, spiega benissimo gli eccessi che circondano la società.
Dunque, cosa fare? Sino ad oggi il fatturato si è mosso secondo le nostre previsioni e l'afflusso di buone notizie (nuovi accordi, aumento delle vendite, prezzi ...) dovrebbe proseguire nei prossimi mesi, sostenendo il prezzo del titolo.

Noi conserveremo i titoli in nostro possesso, perchè riteniamo che acquistare al prezzo attuale è troppo rischioso. MANTENERE.

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