Analisi
TIM 17 anni fa - lunedì 15 novembre 1999

TIM

Con 17 milioni di abbonati in Italia, TIM (6,49 euro - 12.566 lire) è leader incontrastato della telefonia mobile, anche a livello europeo. Nel 3° trimestre dell'anno, gli utili sono cresciuti del 31% e il fatturato del 20% su base annua. Malgrado i buoni risultati, il futuro è incerto, visto che il mercato italiano è ormai prossimo alla saturazione. I margini di guadagno saranno presto sotto pressione a causa sia della maggiore concorrenza (Wind, Blu...) sia della più stretta regolamentazione delle tariffe (il costo delle chiamate da fisso a mobile sta per ridursi). Per salvaguardare la propria crescita, TIM dovrà quindi fare nuovi investimenti. Da un lato, la società dovrà continuare a innovare e ad adattarsi all'evoluzione della tecnologia (soprattutto nel legame tra Internet e cellulari) sul mercato italiano. Dall'altro, dovrà continuare a svilupparsi su mercati meno avanzati, come l'America Latina. Tuttavia in futuro per la società sarà più difficile investire la propria liquidità. La ristrutturazione operata da Olivetti prevede infatti lo scorporo di TIM da Telecom Italia per passarla a Tecnost. Questa utilizzerà gli utili di TIM per rimborsare i propri debiti.
La decisione di Olivetti di mantenere il controllo di Tecnost potrebbe penalizzare TIM nell'affrontare le nuove sfide del mercato. L'azione è cara. Non acquistare.

TIM

Le incertezze sulla crescita degli utili fanno oscillare il prezzo del titolo. Non acquistare.

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