Analisi
Corus 17 anni fa - lunedì 20 dicembre 1999

CORUS

Il gruppo siderurgico britannico CORUS (161,25 pence - 4.976 lire; CS.L), nato dalla fusione fra il britannico British Steel e l'olandese Hoogovens, ha annunciato che entro il 2001 terminerà la produzione di "prodotti lunghi" in Olanda. Una notizia che, anche se non attesa, non ci sorprende date le ridotte dimensioni e la scarsa competitività di questa divisione. E visto che gli impianti produttivi degli acciai lunghi in Olanda verranno riadattati per la produzione di prodotti semi-finiti in vista di ulteriori trasformazioni (laminati,...), ciò non dovrebbe avere un impatto importante sui risultati. Grazie alla fusione inoltre il gruppo dovrebbe realizzare economie che superano le previste 0,06 sterline per azione da ora al 2002. Nei prossimi mesi CORUS dovrebbe continuare a svilupparsi nelle attività a valle (rifiniture dell'acciaio, servizi ai clienti...), meno ghiotte di investimenti e che meno dipendenti dagli alti e bassi dell'economia. Inoltre il debole indebitamento gli permetterà di continuare l'espansione fuori dell'Europa occidentale. E' possibile che acquisisca il polacco Huta Katowice entro 12 mesi e che effettui un'acquisizione negli USA.
A breve termine CORUS beneficerà della ripresa dei prezzi dell'acciaio in Europa che dovrebbero continuare a crescere anche nel primo semestre del 2000.
A lungo termine le economie scaturite dalla fusione miglioreranno la redditività di CORUS. L'annuncio dell'avvio della ristrutturazione della produzione è stato ben accolto dagli investitori e il titolo, correttamente valutato, beneficia della ripresa nel settore dell'acciaio. Acquistare.

CORUS

Il titolo (in grassetto), grazie anche alla ristrutturazione, fa meglio della Borsa di Londra. Acquistare.

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