Analisi
Italcimenti 17 anni fa - venerdì 3 dicembre 1999

ITALCEMENTI

ITALCEMENTI (11,82 euro - 22.887 lire), il maggior produttore di cemento in Italia, ha registrato, nei primi nove mesi dell'anno, un fatturato in aumento dell'11% su base annua e un utile industriale in crescita del 29%. A rendere possibili questi risultati è stato il buon andamento dei grandi mercati in cui opera il gruppo: Italia (32% del fatturato), Francia (32%), America del Nord (14%) e Spagna (6,5%). Per questo e per il prossimo anno prevediamo un utile per azione rispettivamente di 0,4 e 0,5 euro. Nel 2000 il gruppo dovrebbe beneficiare ancora del buon andamento dei mercati europei del cemento. In Turchia (5% del fatturato) e in Grecia (2%), sarà favorito dalla ricostruzione conseguente ai terremoti di quest'anno. Sul mercato americano, il lancio del piano TEA 21 (investimenti per sei anni in infrastrutture stradali) determinerà un aumento delle vendite di cemento, che farà aumentare la redditività di ITALCEMENTI. Questa sarà rafforzata nel medio termine dalla riduzione dei costi (ribasso dei costi per l'elettricità, grazie alla liberalizzazione del settore...). La migliore redditività rafforzerà i mezzi a disposizione per espandersi all'estero, soprattutto in Asia.
La redditività di ITALCEMENTI migliora grazie ai buoni risultati in Europa e negli Usa e, nel medio termine, dovrebbe crescere ancora grazie alla ristrutturazione del gruppo. L'azione è però cara. Non acquistare. Se avete speculato per beneficiare della ricostruzione in Kosovo, potete mantenere.

ITALCEMENTI

I buoni risultati e la ripresa del settore in Europa spingono l'azione, che è cara. Non acquistare.

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