Analisi
Azioni estere 17 anni fa - martedì 4 gennaio 2000

AZIONI ESTERE

Diversificate il vostro investimento azionario puntando, oltre che sull'Italia, sulle Borse europee. Migliorerete il vostro rendimento e ridurrete il rischio corso. Ecco come acquistare azioni sulle varie piazze estere e come fare per non strapagare le commissioni. Nelle principali Borse estere non esistono i lotti minimi negoziabili, in teoria potreste decidere di acquistare anche solo un'azione. In pratica tenete conto che maggiore sarà l'importo investito, minori dovrebbero essere in percentuale le commissioni pretese dalle banche.

Dove

L'acquisto può essere fatto in banca, come per qualsiasi altro titolo. Al fine di evitare spiacevoli errori, impartite all'impiegato un ordine di acquisto il più dettagliato possibile e badate bene che non faccia confusione: controllate che compili correttamente il modulo d'ordine (nome dell'azione, quantitativo, limite di prezzo, mercato sul quale si acquista). Anche se non è strettamente necessario, vi consigliamo di fornire all'impiegato anche il codice reuters dell'azione - lo trovate a fianco del prezzo nei testi di pagina 6 e seguenti - perché non si sbagli nell'identificazione del titolo in questione.

Quanto acquistare

Poiché si tratta di azioni estere, i costi di acquisto sono più elevati: comprendono le commissioni della banca italiana e quelle del corrispondente estero. Non vi conviene quindi acquistare per importi troppo modesti. Cinque milioni per ogni titolo sono comunque sufficienti per ammortizzare le spese. Dal momento che le banche applicano un prezzo "tutto compreso", risulta difficile conoscere e negoziare le spese necessarie per l'operazione.

Commissioni

· Noi siamo riusciti a spuntare queste commissioni nel corso dei nostri test. Contrattate affinché vengano riconosciute anche a voi e ricordate che, su importi superiori ai 5 milioni, potreste ottenere ulteriori sconti.
· Sulla Borsa di New York abbiamo spuntato il 2,97%; sulla Borsa di Londra il 2,42%; su Parigi il 3,3%; per l'Euro.nm il 2,20%; per il CAC; l'1,65% su Francoforte; sulla Borsa olandese il 3,5%; su quelle portoghesi e spagnole l'1,5%; sulla Borsa svizzera l'1,56%, sulla belga il 2,34%. Chiedete all'impiegato il prezzo che l'azione ha nel momento in cui impartite l'ordine di acquisto e aggiungetegli le commissioni concordate. Il risultato sarà il limite di prezzo che fornirete per l'acquisto.
· Se un titolo è quotato su più Borse, non prendete solo come riferimento la convenienza, cioè il costo delle commissioni, ma anche la liquidità. Dove il titolo è molto scambiato sarà più facile rivenderlo.
· Per acquistare azioni statunitensi, alcune banche richiedono investimenti minimi di 10 milioni, che possono arrivare addirittura a 50. Insistete perché accettino anche un ordine di importo più limitato: nessuna legge impone un quantitativo minimo per l'acquisto di azioni americane.

PIAZZA AFFARI E IL RESTO DEL MONDO

La Borsa di Milano - in grassetto; base 100 - è sicuramente interessante, ma non dimenticate di diversificare anche in altri mercati azionari (linea sottile). Su di un lungo periodo ridurrete il rischio e aumenterete il rendimento del vostro investimento.

Tassazione dividendi

· Con l'entrata in vigore della nuova tassazione delle rendite finanziarie (1 luglio '98), i dividendi staccati da azioni estere subiscono una trattenuta del 12,5% a titolo d'acconto. In seguito gli stessi devono essere inseriti in dichiarazione dei redditi, dove vengono tassati insieme a tutti gli altri redditi.
· Per i dividendi esteri non si può optare per la cedolare secca. Qualunque regime abbiate scelto per i dividendi italiani, quelli esteri vanno comunque inseriti nel modello unico.
· Con la dichiarazione avrete peraltro la possibilità di recuperare almeno in parte le imposte che vi sono già state trattenute alla fonte dagli Stati esteri ; infatti, prima che il dividendo venga accreditato in Italia, il fisco straniero ha già prelevato il 25-35% del dividendo lordo distribuito
dalla società (e poi, come abbiamo già visto, quello italiano si prende subito un acconto del 12,5%).
· Soldi Sette n°360 elenca minuziosamente cosa fare per recuperare questa fetta già pagata al fisco estero. E il resto? La procedura è altrettanto complessa e irta di ostacoli. Sul numero 364 l'iter è spiegato passo per passo, con l'aggiunta di qualche "dritta", frutto di esperienza diretta.
Accenniamo solo che bisogna procurarsi i moduli ad hoc, che dovrebbero essere a disposizione dei contribuenti presso la Direzione delle Entrate di ogni capoluogo (l'indirizzo lo trovate sull'elenco telefonico alla voce Uffici finanziari), e spedirli timbrati e corredati di domanda di rimborso e copia della documentazione alle autorità fiscali estere.

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