Analisi
Azioni italiane 17 anni fa - martedì 4 gennaio 2000

AZIONI ITALIANE

Anche se acquistare azioni italiane dovrebbe risultare più facile, vi consigliamo comunque di fare sempre attenzione a che il vostro ordine sia corretto e completo.

Tipo di ordine

Quando date un ordine di acquisto o di vendita con limite di prezzo (l'ordine sarà eseguito se l'azione raggiunge almeno il prezzo indicato), chiedete che sia del tipo valido sino a una certa data (VSD), per non essere costretti ad andare in banca per più giorni nel caso in cui l'ordine non possa essere eseguito il giorno stesso in cui è stato impartito. È utile, se dovete vendere (o acquistare) azioni per quantitativi superiori al lotto minimo, impartire un ordine tutto o niente (TON). In questo modo si chiede alla banca di vendere (o acquistare) tutti i titoli insieme, in modo da evitare di pagare più volte le spese fisse.

Commissioni

· Le commissioni massime da noi rilevate sono dello 0,7% dell'importo investito, ma contrattando potrete spuntare una percentuale decisamente migliore. Se il vostro acquisto non è rilevante (inferiore ai 5 milioni), dovete pagare un minimo per l'operazione effettuata (di solito 35 mila lire). Non stancatevi di insistere con la banca: anche per piccoli importi parecchi di voi sono riusciti a spuntare delle commissioni dello 0,5% e ricordate che la concorrenza tra banche è feroce e quindi minacciare la chiusura del conto è una buona tattica, se non altro per essere ascoltati. Banca Fideuram, presente su tutto il territorio nazionale anche attraverso la rete di promotori finanziari - quindi anche gli allergici cronici alle nuove tecnologie come Internet possono usufruirne - fa pagare solo il 3 per mille.
· Quando le banche assegnano le azioni gratuite relative a un'OPV possono applicare dei costi, purché non li chiamino commissioni, ma spese fisse e il loro ammontare sia scritto nei fogli analitici previsti dalla legge sulla trasparenza bancaria.

Tassazione dividendi

· Chi possiede azioni italiane, prima di percepire il dividendo, deve scegliere se farsi tassare alla fonte con una ritenuta del 12,50% (cedolare secca), o invece dichiarare i dividendi sul modello Unico. Noi abbiamo fatto due conti e abbiamo visto che dichiarare i dividendi comporta la perdita dell'anonimato, ma è più conveniente per chi ha un reddito inferiore a 100 milioni (dividendi esclusi). Si incassa subito la cifra lorda e si pagano le tasse solo l'anno successivo. Inoltre al momento della dichiarazione dei redditi si usufruisce anche del credito d'imposta. Tra i 100 e i 134 milioni dichiarare potrebbe non essere un buona scelta, perché oltre questi livelli il credito di imposta potrebbe non riuscire a compensare le maggiori imposte. Oltre i 135 milioni la cedolare secca è la scelta più azzeccata. Sul numero 355 abbiamo spiegato passo per passo come dichiarare i dividendi, e come effettuare la scelta per voi più conveniente.
· Potete optare per uno dei due metodi di tassazione o, se avete già scelto, potete anche cambiare idea comunicando la vostra scelta all'intermediario (banca o sim) subito prima di incassare il primo dividendo dell'anno.
· Per le azioni di risparmio il discorso cambia. Queste sono infatti azioni al portatore e come tali i loro dividendi vengono automaticamente assoggettati alla ritenuta del 12,50%.
· Ricordate che è possibile scegliere il regime amministrato per il capital gain e la dichiarazione dei redditi per i dividendi di azioni italiane.

NON DIMENTICHIAMO I DIVIDENDI

La variazione dei prezzi di Borsa- in neretto; base 100 - non è l'unico modo di guadagnare dall'investimento azionari. Vanno aggiunti anche i dividendi - linea sottile. Dichiarandoli nell'Unico poi c'è il modo di aumentare ulteriormente il guadagno.

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