Analisi
Corus 17 anni fa - lunedì 14 febbraio 2000

CORUS

Il britannico Corus (111,25 pence – 3.486 lire; CS.L), nato dalla fusione fra British Steel (BS) e l'olandese Hoogovens, ha reso noti i risultati separati dei due gruppi prima della fusione (9 primi mesi '99 per Hoogovens e da aprile a settembre '99 per BS). Entrambi hanno sofferto del crollo dei prezzi e della domanda d'acciaio. In più BS è stato penalizzato dalla salita della sterlina, che ha pesato sulle esportazioni. Se la fusione fosse stata effettiva dall'inizio dello scorso anno, nel '99 Corus avrebbe subìto una perdita per azione di 8 pence. Per quest'anno prevediamo un utile per azione di 8 pence. Negli ultimi mesi, in effetti, i volumi delle vendite e i prezzi dell'acciaio sono aumentati e per attenuare l'effetto negativo della sterlina forte Corus potrebbe spostare sul continente una parte della produzione britannica. Infine l'integrazione dei due partner procede così bene che secondo Corus dovrebbe permettere di superare i 6 pence per azione di economie inizialmente previsti da qui al 2002.
La ripresa del mercato europeo dell'acciaio dovrebbe durare altri 12 mesi. In seguito ci sono dubbi sulla possibilità dei prezzi di salire ancora (riapertura d'impianti produttivi chiusi, le scorte fatte nel 2000 potrebbero frenare gli acquisti…). Inoltre, se persiste, la forza della sterlina potrebbe ridurre le attese di utili del gruppo. L'azione, correttamente valutata, è scesa molto, ma c'è ancora troppa incertezza per acquistare. Mantenere.

CORUS

 

La sterlina forte pesa sui risultati. Malgrado la forte discesa del titolo (in pence), mantenere, ma non acquistare.

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