Analisi
Sirti 17 anni fa - lunedì 27 marzo 2000

SIRTI

Sirti (2,17 lire – 4.202 euro), la filiale al 49% di Telecom Italia (TI) specializzata nell'installazione e la manutenzione di reti di comunicazione, ha appena pubblicato dei deludenti risultati '99 (che inglobano quelli delle attività immobiliari da poco quotate in Borsa sotto il nome di Immsi). Il fatturato è sceso del 21% e l'utile totale per azione di oltre il 40%, a causa sia della riduzione delle quantità vendute sia delle pressioni sui prezzi. Visti i problemi di redditività della società (dimensioni troppo ridotte) non sorprende che TI voglia sbarazzarsene, vendendo la sua partecipazione al migliore offerente (l'operazione dovrebbe concludersi entro il giugno 2000). Ma Impregilo non è più interessato e l'offerta di Pirelli è stata giudicata insufficiente. Un'altra possibilità sarebbe l'acquisizione della partecipazione da parte degli stessi dirigenti di Sirti, ma TI continua a privilegiare la vendita a un altro gruppo, operazione economicamente più conveniente.
Dopo la scorporazione delle attività immobiliari, dovrebbe presto venir definita anche la sorte di Sirti. Ma non ci sono molti pretendenti per la partecipazione di TI, messa in vendita già da due anni. Malgrado l'azione sia conveniente, visto il clima d'incertezza, vi consigliamo di mantenere, ma non acquistare.

SIRTI

Il forte calo all'inizio del 2000 è da attribuirsi all'introduzione in Borsa di Immsi. Mantenere.

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