Analisi
Autonomy 17 anni fa - martedì 30 maggio 2000

AUTONOMY

· Gestione delle conoscenze
· Easdaq
· 96 dollari statunitensi

Autonomy, specialista inglese dei motori di ricerca intelligenti, ha publicato i risultati del primo trimestre 2000. Questo trimestre, è stato il primo che Autonomy ha chiuso in utile, ha presentato un fatturato in crescita del 245 % rispetto allo stesso periodo del 99 e un utile per azione di 0,01 dollari (- 0,03 nel primo trimestre 99). Questi buoni risultati sono soprattutto il frutto del forte aumento delle vendite su tutti i mercati, e sul mercato americano (56 % del fatturato) in particolare grazie a nuovi accordi OEM (Original Equipment Manufacturer) e agli accordi di collaborazione con grandi aziende quali General Motors e Tesco. Inoltre, Autonomy ha è stata quotata anche al Nasdaq, cosa che le ha permesso di raccogliere oltre 100 milioni di dollari per finanziare la sua espansione. Al riguardo la società ha acquisito una partecipazione di controllo in SoftSound, uno spin-off della Università di Cambridge, specializzato nel riconoscimento vocale. Questa partecipazione porterà, nel breve periodo, alla realizzazione di un prodotto che permetterà il trattamento della voce, in maniera automatica ed integrata con il testo. I vantaggi di questo prodotto, che dovrebbe entrare sul mercato alla fine dell'anno, sono evidenti in quanto sappiamo che moltissime informazioni vitali per un'azienda sono memorizzate nelle caselle vocali dei suoi dipendenti o nei messaggi dei suoi clienti.
Infine, Autonomy ha firmato un importante accordo con Tesco, la più grande catena europea di supermercati, per gestire le informazioni presenti sul suo sito, dedicato all'e-commerce.
La società di Cambridge è dunque ben posizionata sui mercati internazionali e ha comunicato la sua intenzione di partire alla conquista del mercato latino-americano.

N°1 di un mercato in piena crescita e senza molta concorrenza, Autonomy presenta prospettive molto interessanti. Però l'azione è sopravvalutata. Il prezzo corrisponde a circa 900 volte l'utile per azione previsto per quest'anno. MANTENERE.

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