Analisi
Marconi 17 anni fa - lunedì 22 maggio 2000

MARCONI (EX GEC)

Nell'esercizio 1999/2000 (chiuso il 31/3/2000), il britannico Marconi (765,50 pence – 24.646 lire; MNI.L), specializzato nelle infrastrutture per telecomunicazioni, ha subìto una perdita (senza elementi straordinari) di 7,9 pence per azione. Ma senza i costi delle acquisizioni ha realizzato un utile per azione di 16,9 pence, superando leggermente le nostre previsioni. Le acquisizioni negli USA gli hanno infatti permesso di rafforzarsi sul redditizio mercato delle infrastrutture a alta velocità, la cui domanda è stata elevata per tutto l'anno. Per essere competitivo in questo settore, dominato da giganti (Cisco, Lucent, Nortel Network), il gruppo punta a arricchire il portafoglio di prodotti per fornire ai clienti soluzioni integrate. In quest'ottica Marconi ha acquisito MSI (fornitura di programmi per la gestione di reti di telecomunicazione mobile) per rafforzarsi nel settore della telefonia mobile di terza generazione (UMTS), dove finora era poco sviluppato. E vista l'importanza che questo mercato dovrebbe avere in futuro, è strategicamente molto importante per il gruppo poter realizzare sinergie fra quest'attività e quella delle reti in fibra ottica. In più Marconi ha siglato un importante contratto con l'americano ThruComm (telecomunicazioni) per fornirgli nel prossimo triennio servizi a alto contenuto tecnologico (software,...) nella telefonia mobile ad alta velocità.
Anche se le acquisizioni di Marconi pesano sui risultati, restiamo fiduciosi nella capacità del management di saper creare profitti a medio termino. Prevediamo un utile per azione di 2,6 pence nel 2000/2001 e di 8,6 pence per il 2001/2002. L'azione è correttamente valutata. Acquistare.

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