Analisi
Lotti minimi sul mercato estero 17 anni fa - lunedì 19 giugno 2000

LOTTI MINIMI SUL MERCATO ESTERO

Ho dato ordine di comperare 50 Cisco al Nasdaq, ma dopo alcuni giorni mi è stata comunicata l'impossibilità di effettuare l'acquisto, perché l'ordine minimo negli USA sarebbe di 100 azioni.
Quando ho fatto notare che all'estero non esiste il lotto minimo mi hanno risposto che avevo fissato un prezzo massimo e che, se non lo avessi fatto, mi avrebbero potuto comperare delle spezzature. Desidererei avere qualche dato preciso per contestare questo atteggiamento.

Un problema diffuso
Sui mercati esteri per investire in azioni non è necessario l'acquisto di un lotto minimo, per cui dovreste poter acquistare quanto vi pare. Però le banche non la vedono alla stessa maniera e fanno spesso di tutto per complicare la situazione. Come? Nella maggior parte richiedendo un ordine per un corrispettivo pari ad almeno ad una decina di milioni. Se il cliente cede la banca può incamerare commissioni elevate, altrimenti avrà perso solamente qualche briciola.

Primo consiglio: insistete
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Il nostro primo consiglio è quello di insistere: nessuna legge impone infatti l'acquisto di un quantitativo minimo per l'acquisto di azioni americane. Non è giusto accettare passivamente una situazione simile e in molti dei nostri test siamo riusciti a spuntarla, magari anche minacciando di passare alla concorrenza.
· State però attenti che il gioco valga la candela e che la banca non si rifaccia tramite le commissioni. Non rinunciate quindi a porre un limite di prezzo, perché è l'unico modo che avete per tenere sotto controllo il livello delle commissioni che pagate sulla compravendita di azioni estere.
· Tuttavia, per il mercato americano, può capitare – è il caso del nostro lettore – che, se si pone un limite di prezzo, alcuni intermediari usati dalle banche italiane pongano delle condizioni quali, ad esempio, un importo minimo. In questo caso suggerite alla vostra banca di rivolgersi ad un altro intermediario per operare sul mercato USA, altrimenti… tagliate la testa al toro e seguite il nostro secondo consiglio!

Secondo consiglio: cambiate banca
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Può darsi però che la banca non ceda neppure di fronte alla vostra insistenza. Purtroppo come la leggere non vi obbliga ad acquistare lotti minimi sulle azioni estere, così non costringe neppure la banca ad accettare il vostro ordine per qualsiasi importo. A questo punto che fare? Cambiate banca, magari rivolgendovi a un intermediario che opera anche tramite promotori, oppure cogliete le opportunità offerte da Internet.
· Attualmente i broker on line italiani che operano sul mercato USA sono solo Finecowww.fineco.it – e Directa www.directatrading.com. Entrambi richiedono una commissione fissa di 19 dollari che, nel caso delle sue 50 azioni Cisco – il cui controvalore è di 3150 dollari –, è pari allo 0,6%. Però potete anche ricorrere a un broker on line americano, come per esempio Ameritrade www.ameritrade.com o E-trade www.e-trade.com –, che in taluni casi possono offrire condizioni ancora più vantaggiose.
· Un altro broker on line interessante, ma che non abbiamo testato è Ebanking.com www.ebanking.com – versione virtuale del gigante bancario belga-olandese Fortis. Questo broker on line offre accesso a 22 diverse borse con spese, per i mercati americani, dell'1,5% e un minimo di 25 euro.

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