Analisi
Corus 17 anni fa - lunedì 3 luglio 2000

CORUS

Il britannico Corus (96,50 pence – 2.951 lire; CS.L) – nato dalla fusione fra il British Steel (BS) e l'olandese Hoogovens – ha subìto nei suoi primi 6 mesi (terminati il 31/5/2000) una perdita per azione di 5 pence. Un risultato difficilmente paragonabile (BS e Hoogovens non chiudevano i conti allo stesso momento) da cui traspare comunque che la redditività di Hoogovens è aumentata sia nell'acciaio sia nell'alluminio, mentre quella di BS si è deteriorata a causa della sterlina forte, che ha pesato sulle esportazioni britanniche sui mercati europei. Inoltre la produzione ha risentito di alcuni problemi agli impianti in Gran Bretagna e in Olanda. L'acciaio inossidabile, invece, prodotto in Svezia, ha beneficiato della forte domanda e al calo dei costi. Per ritornare in attivo e non rischiare di perdere clienti a medio termine Corus cercherà di ridurre ancora i costi, sopprimendo 2000 posti di lavoro (soprattutto nel Regno Unito) e sfruttando meglio i suoi impianti (trasferirà, ad esempio, gli acciai speciali e la ricerca dai siti britannici a quelli olandesi).
Prevediamo un utile per azione di 2 pence nel 2000 (contro una perdita di 8 pence nel 1999) e di 12 pence nel 2001. L'azione è correttamente valutata. Ma visto il contesto (ristrutturazione, sterlina forte, integrazioni in corso…) vi consigliamo di mantenere, ma non acquistare.

CORUS (in pence)

L'azione ha risentito della forte crescita della sterlina, che frena le esportazioni del gruppo. Mantenere.

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