Analisi
Ericsson 17 anni fa - lunedì 10 luglio 2000

ERICSSON

Ericsson Italia (63,50 euro – 122.953 lire), la filiale italiana del gruppo svedese Ericsson (N° 1 al mondo nelle infrastrutture per telefonia mobile), conta molto per il suo avvenire sulla telefonia mobile di terza generazione (UMTS), che integra Internet e il multimediale ai cellulari. Ma l'amministratore delegato della casa madre è preoccupato dei costi legati al suo sviluppo. Teme infatti che gli operatori di telefonia, dovendo pagare agli Stati cifre enormi per le licenze UMTS, possano, da una parte, domandare un generoso contributo alle spese ai fornitori di infrastrutture e, dall'altra, far pagare cari i propri servizi ai consumatori, cosa che, facendo rallentare le vendite di cellulari, andrebbe a scapito del gruppo. In Italia il costo delle licenze (dovrebbero essere attribuite a metà novembre) potrebbe toccare quasi i 6 miliardi di euro (a partire da un prezzo di base di 1,95 miliardi di euro). Noi restiamo comunque fiduciosi: il gruppo infatti non ha ancora ribassato le proprie stime di crescita per il mercato nei prossimi anni. Inoltre ci aspettiamo che in Italia, dove i PC con accesso a Internet sono ancora relativamente pochi, l'UMTS venga favorevolmente accolto.
L'UMTS ha secondo noi un enorme potenziale di crescita sul mercato italiano. Ma l'azione è troppo cara per l'acquisto. Mantenere.

ERICSSON ITALIA (in euro)

L'azione non ha risentito molto delle preoccupazioni espresse dalla direzione della casa madre. Mantenere.

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