Analisi
Ericsson 17 anni fa - lunedì 25 settembre 2000

ERICSSON

Nel 1° semestre Ericsson Italia (62,20 euro – 120.436 lire) – la filiale italiana del colosso svedese leader mondiale nelle infrastrutture per telefonia mobile – ha realizzato un fatturato in crescita di ben il 25%, ma i margini di guadagno sono calati. Sebbene infatti i sistemi per operatori di rete rappresentino l'attività principale del gruppo, le vendite sono cresciute soprattutto nei terminali mobili che sono meno redditizi (forte concorrenza). Ma la tendenza dovrebbe invertirsi, almeno sul mercato italiano, in quanto una volta attribuite le licenze UMTS (telefonia mobile di terza generazione) le vendite di sistemi dovrebbero riprendere. In effetti Ericsson è stato scelto come fornitore per la creazione di infrastrutture di trasmissione da tre consorzi italiani (TIM, Wind, e ultimamente Andala) in gara per l'assegnazione delle licenze UMTS. Né è escluso che possa rifornire almeno in parte anche Omnitel, che sebbene tradizionalmente legata a Nokia, ha come azionista principale Vodaphone, cliente di Ericsson. Il decollo dell'UMTS dovrebbe anche rendere più redditizia l'attività terminali mobili in quanto quelli adatti al nuovo standard dovrebbero avere margini di guadagno superiori visto il loro livello tecnologico più elevato.
Ericsson si conferma leader in Italia nelle tecnologie per la convergenza telefonia mobile/Internet. Ma l'azione è cara per l'acquisto: mantenere.

ERICSSON (in euro)

I risultati semestrali sono positivi e il gruppo ha buone prospettive, ma l'azione è cara. Mantenere.

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