Analisi
Marzotto 17 anni fa - lunedì 18 settembre 2000

MARZOTTO

Marzotto (9,82 euro – 19.014 lire), attivo nell'abbigliamento con il marchio Hugo Boss e nel settore tessile (produzione e tessitura di filati) ha pubblicato buoni risultati per il primo semestre del 2000. In particolare ha evidenziato una crescita del fatturato, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, del 9% e una crescita dell'utile netto del 16%, a fronte di un indebitamento finanziario pressoché stabile (+1,7%), nonostante la crescita degli investimenti, rispetto allo stesso periodo del 1999, del 47%. L'incremento del fatturato dipende soprattutto dalle controllate Hugo Boss (+14%) e Linificio e Canapificio Nazionale S.p.A. (+36,5%); meno bene invece la capogruppo Marzotto S.p.A. che è cresciuta solo dell'1,5% riducendo, tra l'altro, gli utili da 17 a 7 miliardi di lire. Confrontato con gli altri titoli del settore, Marzotto appare sottovalutato, ma non solo, il ripiegamento dell'interesse dai titoli della new economy a quelli della old economy dovrebbe giovare ai titoli tessili in generale. Positivo il progressivo dislocamento della produzione in Paesi dove la manodopera costa meno (il 79% del fatturato è stato realizzato fuori dal territorio italiano, contro il 77% dello stesso periodo del '99). Infine il lancio della linea femminile di Hugo Boss mostra la volontà da parte del gruppo di potenziare il settore più redditizio.
Per il 2000 e il 2001 ci aspettiamo un utile per azione in crescita del 13% e del 16% rispettivamente. L'azione è conveniente: acquistare.

MARZOTTO E I TESSILI

Marzotto (nero; base 100) è fino a oggi andata peggio degli altri titoli tessili e risulta sottovalutata. Acquistare.

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