Analisi
TIM 17 anni fa - lunedì 11 settembre 2000

TIM

Nel 1° semestre TIM (9,97 euro – 19.305 lire), la filiale di telefonia mobile di Telecom Italia (TI), ha realizzato un utile per azione e un fatturato in crescita rispettivamente del 20% e del 10%. Dei buoni risultati, ma che nascondono un rallentamento dell'attività nel 2° semestre in seguito all'arrivo in maggio di BluTel, il 4° operatore di telefonia mobile. Inoltre la recente riduzione delle tariffe pesa sui suoi margini di guadagno mentre i servizi più redditizi, come quelli finanziari sui cellulari, rappresentano ancora meno del 4% del suo fatturato. Inoltre il piano di ristrutturazione di TI prevede per TIM l'aumento delle sue partecipazioni all'estero (in Francia, Germania…), nonché la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie, cosa che gli permetterà di restaurare le sue finanze per potersi accaparrare (l'ammontare richiesto non è ancora noto) una delle 5 licenze UMTS, la telefonia mobile di terza generazione, la cui procedura di assegnazione partirà all'inizio di ottobre. Ma per la sua espansione in Italia e all'estero TIM avrà bisogno di fondi supplementari.
Restiamo prudenti sulle prospettive di utili di TIM che nei prossimi anni dovrà affrontare una forte concorrenza e forti investimenti. La recente riorganizzazione potrebbe preludere all'avvicinamento con un concorrente, ma vista la complessa struttura del gruppo e considerando che l'azione è cara non vi consigliamo di speculare. Non acquistare.

TIM (in euro)

 

I dubbi sugli utili futuri di TIM pesano sul titolo, che tuttavia resta ancora troppo caro. Non acquistare.

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