Analisi
ARM Holdings 16 anni fa - martedì 31 ottobre 2000

ARM HOLDINGS

· Semiconduttori
· Londra (ARM.L)
· 668,50 pence

ARM è una società inglese con sede a Cambridge. Benché questo nome vi risulti pressoché sconosciuto, molto probabilmente avrete già utilizzato strumenti che fanno ricorso alla sua tecnologia. ARM è infatti specializzata nell'ideazione di microprocessori RISC (reduced instruction set computing) che hanno la particolarità di essere contemporaneamente piccoli, potenti e a ridotto fabbisogno di energia. Tutte qualità richieste nell'attuale corsa alla miniaturizzazione degli apparecchi elettronici.
Specializzata nell'ideazione, ma non nella produzione. ARM ha la particolarità di non possedere fabbriche, con tutti i vantaggi che ciò può portare. Si tratta piuttosto di un ufficio di ricerca e sviluppo che vende le proprie idee. A chi, vi starete domandando ? All'inizio - cioè nel 1985 - non a molta gente. Ma oggi, tutto il gotha dell’industria dei semiconduttori (Intel, Texas Instruments, IBM, ecc.) è stato sedotto dalle soluzioni di ARM.
Il successo è stato tale che, oggi, oltre il 60% dei telefoni cellulari venduti nel mondo possiedono chips ispirantisi a quelli di ARM che, com'è logico, incassa una commissione per ogni apparecchio venduto. E' stata quindi l'industria dei telefoni portatili a fare la fortuna di ARM, infatti oggi costituisce circa l'80 % del suoi fatturato.
Però, adesso che la crescita sfrenata di questa industria si sta sgonfiando, il futuro di ARM dovrà passare per forza da altre vie che quelle del GSM. Il gruppo sta infatti sviluppando soluzioni che verranno utilizzate in altri campi come i computer palmari, i decoder televisivi, le console per videogiochi, le carte magnetiche ecc… Sperando di replicare il successo ottenuto con i telefoni portatili.
E' però opportuno sottolineare che queste applicazioni, benché promettenti, non replicheranno mai lo straordinario successo di massa ottenuto dai telefoni cellulari. Inoltre, la concorrenza in questi campi è già feroce, con protagonisti intoccabili come MIPS o Hitachi.
Il successo dovrà però essere raggiungibile se la società vuole crescere del 40 % all'anno nei prossimi anni e giustificare così le sue elevate quotazioni in Borsa, pari a oltre 200 volte gli utili.

La società ha tutto per piacere: clienti di prestigio, margini elevati, buona ripartizione settoriale del fatturato e presenza sui mercati principali. Però, tenendo conto di un utile di 4,22 pence per azione nel 2002, l’azione è troppo cara per essere acquistata. NON ACQUISTARE.

ANDAMENTO DI ARM IN PENCE

condividi questo articolo