Analisi
Banca di Roma 16 anni fa - lunedì 6 novembre 2000

BANCA DI ROMA

Banca di Roma (1,24 euro – 2.401 lire), dopo l’acquisizione di Mediocredito Centrale e del Banco di Sicilia, è diventato il quarto gruppo bancario italiano. Il gruppo ha chiuso i primi sei mesi del 2000 con un utile netto di 0,02 euro per azione, dato difficilmente confrontabile con i 0,09 euro del primo semestre ‘99, gonfiati da differimenti di imposte per 0,06 euro. Il margine di intermediazione (commissioni, interessi…) trainato dalle commissioni del risparmio gestito (+32%), è cresciuto del 10%, nonostante i capitali gestiti abbiano avuto un incremento modesto (+1%). Meno positivo, invece, l’andamento del margine di interesse (differenza tra gli interessi incassati coi prestiti e quelli pagati sulla raccolta – conti correnti…) sceso del 3,4% rispetto al primo semestre '99, essenzialmente a causa del maggior ricorso all’indebitamento interbancario. I costi mostrano un incremento, rispetto al primo semestre ‘99, a causa delle spese relative all’automazione (+87%) che continueranno a influenzare anche il secondo semestre 2000. Positivo invece il contenimento dei costi del personale dovuto a riduzione degli organici. Recentemente Banca di Roma, ha annunciato un accordo con la holding HdP, in merito a iniziative Internet, i cui sviluppi si annunciano interessanti.
I dati semestrali di Banca di Roma sono sostanzialmente in linea con le nostre aspettative. Il titolo, anche se conveniente, risente ancora dell’incognita legata al contenimento dei costi e alla redditività non certo eccellente. Prevediamo un utile per azione di 0,08 euro a fine 2000 e di 0,11 euro nel 2001. Mantenere.

BANCA DI ROMA / BANCHE

Il titolo (nero; base 100) va peggio del settore bancario e in attesa di sviluppi è solo da mantenere.

condividi questo articolo