Analisi
Conoscere le società dai loro numeri 16 anni fa - lunedì 4 dicembre 2000

CONOSCERE LE SOCIETÀ DAI LORO NUMERI

Essendo appassionato di analisi fondamentale – vedi riquadro –, mi piacerebbe se nella vostra rivista, insieme ai giudizi sintetici, poteste riportare alcuni indicatori della situazione patrimoniale come l'utile netto, il patrimonio netto e il numero delle azioni (ordinarie e non) in circolazione; l'ideale sarebbe una sintesi dell'ultimo bilancio approvato.

Alcuni dati che le interessano sono disponibili nel Supplemento Tecnico che stiamo pubblicando da poco più di un mese. Si tratta di un grande foglio in cui sono riportate, per tutte le azioni da noi seguite, indicatori e informazioni di carattere fondamentale, utili per avere una visione più professionale dei titoli da noi consigliati. In particolare in questa pubblicazione troverà indicati:
· Il valore di mercato dell'azione il venerdì.
· Il valore contabile dell'azione, ossia il valore del Patrimonio Netto dell'esercizio in corso per azione, cioè diviso per il numero di azioni in circolazione.
· Il dividendo lordo dell'esercizio precedente e quello, sempre lordo, atteso per l'esercizio in corso
· L'utile corrente – ossia depurato degli elementi straordinari – per ogni azione – ossia diviso per il numero delle azioni – relativo all'esercizio precedente e quello stimato per l'esercizio in corso.
· Il cash flow corrente – quindi anch'esso depurato dagli elementi straordinari – per azione, sia relativo all'esercizio precedente che a quello in corso.
· Il rendimento, espresso in percentuale, del titolo – relativo all'esercizio precedente e stimato per quello in corso – calcolato come rapporto tra il dividendo dell'esercizio precedente e il prezzo dell'azione.
· Il rapporto tra prezzo e utile – sempre relativo all'esercizio precedente e a quello in corso – ossia quante volte dovete pagare voi sul mercato l'utile prodotto da una società.
· Il rapporto tra prezzo e cash flow – relativo all'esercizio precedente e stimato per quello in corso.
· Il tasso di crescita annuale del dividendo, espresso in percentuale, calcolato tenendo conto di un'ottica di lungo periodo.
· Il rendimento medio atteso del titolo, espresso in percentuale, nel lungo periodo, ossia quanto ci attendiamo che si possa guadagnare dal titolo sommando dividendi e variazione del prezzo.
· Il beta, ossia il coefficiente che esprime quanto varia il prezzo di un'azione al variare del mercato in cui è quotata. Ad esempio se il beta è uguale a 1 significa che l'azienda si muove come la Borsa, per cui se la Borsa guadagna il 3% anche l'azione guadagnerà il 3%. Se il Beta è minore di uno significa che se la Borsa guadagna – o perde – il titolo guadagnerà – o perderà – meno della Borsa; viceversa se il Beta è maggiore di uno significa che se la Borsa guadagna – o perde – il titolo guadagnerà – o perderà – più della borsa.
· L'indice di rischio che varia tra 1 – rischio minimo – e 10 – rischio massimo – e che indica quanto può fluttuare il rendimento – prezzo più utili – di un'azione.
· Il premio al rischio, ossia il rapporto tra rendimento atteso il rischio. Espresso in una scala che va da 1 a 5 indica un rendimento atteso basso rispetto al rischio quando prende un valore maggiore di 3 e, viceversa, indica un rendimento atteso elevato rispetto al rischio se prende un valore maggiore di uno.
· Il giudizio finale – sintesi dei diversi indicatori fin qui descritti – sull'azione che può essere Molto Conveniente, Conveniente, Corretta, Cara o Molto Cara. Si basa sulle nostre stime sui rendimenti futuri e sul premio al rischio.

ANALISI FONDAMENTALE

· L'analisi fondamentale studia l'andamento delle società sulla base dei dati di bilancio, delle prospettive dei mercati e delle notizie economiche che vengono diffuse ogni giorno, traendone alcuni indicatori – quali appunto quelli riportati nel nostro Supplemento Tecnico – che sintetizzano il passato e il – probabile – futuro della società stessa.
· L'analisi fondamentale è in genere contrapposta all'analisi tecnica. Tra i tanti approcci di quest'ultima quello forse più conosciuto è quello grafico. Basandosi sui grafici del prezzo del titolo e su trasformate di quest'ultimo – per esempio delle medie – tenta di stabilire la strategia di comportamento dell'investitore a seconda del valore che via via assumeranno le quotazioni del titolo.

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