Analisi
Bulgari 16 anni fa - lunedì 22 gennaio 2001

BULGARI

Bulgari (12,68 euro – 24.552 lire) è il terzo gioielliere al mondo dopo LVMH e Tiffany. Nel terzo trimestre del 2000, Bulgari ha visto il suo fatturato crescere del 47%, mentre l'utile netto spiccava un salto addirittura del 137%. Nonostante questo, l'ultimo scorcio dell'anno ha visto le quotazioni di Bulgari ridimensionarsi sulla scia delle difficoltà della Borsa. In particolare il titolo è stato penalizzato questo mese di gennaio in seguito alle voci dell'andamento deludente delle vendite del concorrente Tiffany nel periodo natalizio (interpretate come un segnale di debolezza del mercato Usa dei gioielli), unite al timore che il recupero dell'euro possa limare i profitti delle società europee attive nel settore – in quanto producono in euro e vendono in dollari. Pur non ritenendo che Bulgari possa mantenere una crescita degli utili a tre cifre, a nostro avviso questo calo è, però, eccessivo. Innanzitutto Bulgari dipende dal mercato Usa solo per circa un quinto del suo fatturato (contro un terzo di LVMH e addirittura il 40% di Gucci). In secondo luogo, alla luce della sua storia passata, riteniamo che l'apprezzamento dell'euro rispetto alla valuta Usa non abbia necessariamente un effetto negativo sugli utili di Bulgari. Infine ci aspettiamo che la strategia di ampliamento della gamma dei prodotti ad accessori quali profumi e cravatte ne favorisca il successo.
Nonostante i recenti cali, il titolo è ancora caro. Lo potete mantenere: per il 2000 ci aspettiamo un utile per azione pari a 0,24 euro che dovrebbero diventare 0,32 euro nel 2001.

BULGARI / BORSA

Il titolo (nero, base 100) va meglio della Borsa, ma è ancora caro. Mantenere.

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