Analisi
ICI 16 anni fa - lunedì 19 febbraio 2001

ICI

Nel 2000 la britannica ICI (503,50 pence – 15.455 lire; ICI.L), come atteso, ha accresciuto i propri utili – senza elementi straordinari, imposte e costi legati alle acquisizioni – del 20% rispetto al '99, grazie anche ai minori interessi sul debito. Tuttavia nel 4° trimestre 2000 i risultati di ICI, che si è focalizzata soprattutto sulle specialità chimiche, sono ristagnati per il rallentamento americano. Il segmento National Starch (adesivi, polimeri sintetici speciali…; 29% del fatturato nel 2000) è quello che ha sofferto di più (-29% gli utili nel 4° trimestre). Sull'insieme dell'anno le sue vendite sono salite solo del 2% e gli utili (senza elementi straordinari e costi legati alle acquisizioni) sono diminuiti del 6% in seguito anche alla contrazione dei margini di guadagno (rincaro delle materie prime). Migliori i risultati nelle vernici (34% del fatturato) le cui vendite sono cresciute del 4% e gli utili del 12% rispetto al 1999, grazie soprattutto a riduzioni dei costi.
Per il 2001 prevediamo un utile per azione di 43 pence. I deboli risultati del 4° trimestre ci invitano alla prudenza e anche se le vendite del gennaio 2001 sono in linea con quelle del gennaio 2000, ICI è sensibile all'andamento dell'economia americana e il suo indebitamento è elevato (2,8 miliardi di sterline). L'azione è correttamente valutata. Mantenere.

ICI (in pence)

I risultati poco brillanti del gruppo nel 4° trimestre ci invitano alla prudenza. Mantenere.

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