Analisi
TIM 16 anni fa - lunedì 19 febbraio 2001

TIM

Nel 2000 Telecom Italia Mobile (TIM; 7,26 euro – 14.057 lire) ha accresciuto gli utili del 20%, ma nel 4° trimestre le vendite sono calate leggermente e su tutto l'anno le entrate medie per cliente sono scese da 33,8 a 29 euro (di cui solo 1,7 euro rappresentati dai servizi più redditizi). Né è scontato che la trasmissione dati possa a breve termine compensare l'atteso calo dei ricavi legati alla voce: l'introduzione quest'anno della tecnologia Gprs (che precede l'Umts, ossia la telefonia di terza generazione) darà indicazioni sulla tendenza futura. Il punto di forza di TIM resta la sua solidità finanziaria che gli consentirà di continuare l'espansione in Sud America (recenti investimenti in Brasile). In Europa il gruppo preferisce invece gli accordi – destinati soprattutto ad arginare l'espansionismo della britannica Vodafone – come quelli siglati con vari operatori europei fra cui T-Mobil (filiale di telefonia mobile di Deutsche Telekom) per i clienti globetrotter; o quello con l'olandese KPN e il giapponese DoCoMo in vista dell'Internet mobile europeo. Infine il gruppo intende continuare ad acquisire partecipazioni di minoranza, anche se ciò non sempre premia: Bouygues Telecom, ad esempio, ha rifiutato, contro l'avviso di TIM, di lanciarsi nell'Umts in Francia.
Corre voce di un'importante alleanza fra TIM e un altro operatore europeo. Ma TIM per ora resta intrappolato nella tela TI/Olivetti e la sua politica europea non ci convince. In più l'azione, malgrado la recente discesa, resta cara. Non acquistare.

TIM (in euro)

Malgrado la forte discesa degli ultimi tempi, l'azione resta cara. Non acquistare.

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