Analisi
ABN Amro 16 anni fa - lunedì 5 marzo 2001

ABN AMRO

Nel 2000 l'olandese ABN Amro (23,45 euro – 45.406 lire; AAH.AS) ha realizzato un utile per azione di 2,04 euro (+18,6%) senza costi di ristrutturazione stimabili in 0,41 euro a azione. Tuttavia i margini di guadagno sono scesi al 28,5% (31,7% nel 2000). Per riuscire ugualmente a centrare gli obiettivi del piano quadriennale (utile per azione in crescita del 17% l'anno; miglioramento della redditività, raddoppio della quotazione) il gruppo si è impegnato in un consistente piano di ristrutturazione. Chiuderà 280 agenzie e sopprimerà ben 7.000 posti di lavoro su 29.000 in Olanda; continuerà a focalizzarsi sulle attività e i mercati principali (Olanda, Usa, Brasile), sganciandosi da quelli poco redditizi o dove ha marginali quote di mercato. Inoltre, oltre che nella gestione di fondi, si rafforzerà nella banca d'affari, specialmente negli Usa, dove ha una quota di mercato del 4% (acquisizione delle attività americane di ING Barings). In Europa il gruppo avrà difficoltà a svilupparsi in questo promettente ramo di attività in quanto, salvo alcune nicchie come la consulenza nell’acquisizione di società, il mercato è dominato dalle grandi banche specializzate. Infine corre voce che il gruppo, che è alla ricerca di un quarto Paese su cui puntare, possa fondersi nel 2002 con la britannica Barclays, un'operazione secondo noi positiva visto che i loro mercati si completano a vicenda.
ABN Amro si impegna a risolvere i problemi strutturali per centrare gli obiettivi dichiarati e facilitare l’avvicinamento a un concorrente. Restiamo ottimisti sul gruppo e prevediamo un utile per azione di 2,15 euro nel 2001 e di 2,35 euro nel 2002. Azione conveniente: acquistare.

ABN AMRO (in euro)

La drastica ristrutturazione sosterrà secondo noi la salita del titolo. Acquistare.

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