Analisi
Danone 17 anni fa - lunedì 19 marzo 2001

DANONE

I risultati provvisori 2000 del francese Danone (135,50 euro – 262.365 lire; DANO.PA), già da noi commentati positivamente nel n° 437, sono stati confermati e presentati in modo più esaustivo dal gruppo la settimana scorsa. Danone ha realizzato un utile per azione di 5,09 euro (+13%) e una crescita del fatturato del 7% (senza l'apporto delle acquisizioni): un livello nettamente superiore a quello di altri protagonisti del settore come Nestlé (+4,4%). Ma quest'anno secondo noi Danone dovrebbe mettere a segno una crescita inferiore alla svizzera Nestlé o all'olandese Unilever. In realtà benché Danone voglia continuare a giocare un ruolo di primo piano nella concentrazione del settore agro-alimentare (ha effettuato in tre anni ben 35 tra acquisizioni e alleanze principalmente nei Paesi emergenti), il suo indebitamento elevato gli rende difficile concludere nuove importanti acquisizioni. Non a caso a novembre ha dovuto rinunciare a quella dell'americano Quaker, perché i costi ad essa legati avrebbero pesato troppo sul suo indebitamento. Infine Danone, malgrado la sua maggior internazionalizzazione, resta principalmente un gruppo europeo (realizza circa il 68% degli utili industriali in Europa) contrariamente a Unilever e Nestlé che beneficiano dei margini di guadagno superiori offerti dal mercato americano.
Malgrado i buoni risultati 2000, l'anno in corso dovrebbe essere meno favorevole per il gruppo. Tuttavia, viste le qualità della direzione del gruppo che è riuscita a far passare la crescita di Danone dal 2,3% del '97 al 7% nel 2000, potete mantenere quest'azione correttamente valutata.

DANONE (in euro)

L'anno in corso dovrebbe essere per Danone meno positivo del 2000.
Mantenere.

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