Analisi
Fortis 17 anni fa - lunedì 26 marzo 2001

FORTIS B

Nel 2000 il belga-olandese Fortis (26,40 euro – 51.118 lire; AGFBt.BR) ha realizzato un utile per azione (senza elementi straordinari) in crescita del 12,8% (1,94 euro secondo le nostre stime). Gli gli utili industriali sono cresciuti di ben il 35% (integrazione di American Bankers Insurance e controllo dei costi generali) nelle assicurazioni, ma solo dell’11% nel polo bancario (+9% le spese generali). La redditività è un po’ migliorata: il rapporto fra fatturato e costi è sceso al 65,6% nel 2000, ma resta molto lontano dal 55% previsto per fine 2003. La direzione continua a escludere accordi (fusioni, acquisizioni) con concorrenti, che sarebbero necessari per poter sfidare gruppi del calibro di ING o ABN Amro, che continuano a rafforzarsi a livello internazionale. Inoltre, per non aggravare l’indebitamento Fortis privilegerà le alleanze (invece che le acquisizioni) anche assicurazioni, la gestione di fondi e la banca privata. Ma anche in queste attività delle acquisizioni sarebbero indispensabili per evitare che Fortis si faccia distanziare dai concorrenti. Si impongono quindi dei provvedimenti per ridurre l’indebitamento.
Secondo noi Fortis dovrà rivedere la propria strategia se vuole resistere alla concorrenza restando indipendente. Abbiamo quindi ridotto le nostre stime sull’utile per azione da 2,54 a 2,20 euro per il 2001 e prevediamo per il 2002 un utile per azione di 2,5 euro. Malgrado l’azione sia conveniente, non acquistatela più. Mantenere.

condividi questo articolo