Analisi
Heineken 16 anni fa - lunedì 12 marzo 2001

HEINEKEN

Nel 2000 il birrificio olandese Heineken (60,80 euro – 117.725 lire; HEIN.AS) ha realizzato un utile complessivo per azione di 1,98 euro (+20% rispetto al 1999). Questo risultato, superiore alle nostre attese, è dovuto sì al calo del 2,4% del tasso di imposizione fiscale, ma anche a una crescita delle attività del 5%. Benché i risultati della filiale polacca siano molto deludenti (in calo del 7% la quota di mercato in Polonia) e quelli di Heineken España siano in perdita (importanti costi e accantonamenti straordinari per l'integrazione dei birrifici El Aguila e Cruzcampo) restiamo ottimisti nell'avvenire del gruppo. Lo scorso anno Heineken è infatti diventato leader sul mercato spagnolo (il 3° in Europa) e ha lanciato un'importante ristrutturazione negli Usa (dove le vendite dovrebbero continuare a crescere anche nel 2001), mentre oggi sta tentando di aumentare la sua partecipazione del 14% nel 2° birrificio brasiliano. Inoltre vediamo di buon occhio, fintanto che il gruppo vi investe cifre limitate, la creazione di una società in comune con un birrificio tedesco. Heineken sarà così fisicamente presente in Germania (1° mercato in Europa) e potrà reagire rapidamente a ogni possibile fenomeno di concentrazione su questo mercato.
Malgrado la buona strategia di Heineken (acquisire diverse partecipazioni in uno stesso Paese per poi integrarle) e i buoni risultati, l'azione è cara per l'acquisto. Mantenere.

HEINEKEN (in euro)

Il prezzo del titolo è salito molto nel corso del 2000. Attualmente l'azione è cara per l'acquisto. Mantenere.

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