Analisi
ARM Holdings 16 anni fa - mercoledì 18 aprile 2001

ARM HOLDINGS

· Semiconduttori
· Londra
· 308 pence

ARM Holdings, ideatore inglese di microprocessori, ha pubblicato i risultati per il primo trimestre 2001. Per il periodo in oggetto il fatturato ha toccato i 32,5 milioni di sterline, cioè un aumento del 52 % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'utile netto è salito del 16%, a 7,7 milioni di sterline. Benché fossero già stati previsti dalla comunità finanziaria, i risultati sono stati comunque molto apprezzati dagli investitori.
Conviene comunque analizzare meglio le cifre e domandarsi come mai la società non è stata (ancora?) colpita dal recesso del settore semiconduttori.
Segnaliamo innanzitutto che la società genera reddito dalla vendita dei contratti di licenza basati sulla sua tecnologia (43% del fatturato). Sino a quando i suoi clienti non limitano le spese di Ricerca & Sviluppo (R&S; è nella ricerca delle novità che si basa il futuro di queste aziende), quest'attività non è toccata dalla riduzione ciclica dei semiconduttori. Di contro i redditi derivanti dalle royalty (26% del fatturato) sono legate direttamente alla vendita di componenti elettronici e generano forti margini. Le royalty realizzate dalla società si basano sulla vendita dei componenti effettuata nel trimestre precedente. E in questo senso i risultati non tengono ancora conto dei numerosi profit warning emessi durante il primo trimestre dai fabbricanti di semiconduttori clienti di ARM. Anche il rallentamento nelle vendite di telefoni e computer palmari - come segnalato recentemente da Motorola, Siemens e Palm – dovrebbe provocare un diminuzione delle royalty nel secondo trimestre.

ARM Holdings è stata sino ad oggi preservata dal rallentamento del settore semiconduttori. Purtroppo, secondo noi si tratta solo di ritardo. Non vediamo, infatti, come la società possa sfuggirne. L'azione rimane molto cara. NON ACQUISTATE.

ANDAMENTO DI ARM IN PENCE

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