Analisi
Azioni di risparmio Telecom : il romanzo continua 16 anni fa - lunedì 9 aprile 2001

AZIONI DI RISPARMIO TELECOM: IL ROMANZO CONTINUA

Vista l’accoglienza riservata dal mercato alla proposta di febbraio, Telecom Italia ha deciso di modificare i termini della conversione delle proprie azioni di risparmio. Ma è davvero cambiato qualcosa? Eccovi la nuova puntata della telenovela che ha per protagonisti Telecom e i suoi azionisti.

· Lo scorso febbraio Telecom Italia ha lanciato una proposta di conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie. I termini dell’operazione non ci avevano convinti, e vi avevamo perciò sconsigliato di aderire (vedi Soldi Sette n° 438).
· A quanto pare non eravamo gli unici scettici, visto che anche il mercato ha accolto male la proposta. Arrivati a fine marzo, perciò, Telecom ha deciso di modificare i termini dell’operazione.
· In che cosa consiste concretamente la nuova proposta? Gli azionisti di risparmio Telecom Italia possono convertire le proprie azioni di risparmio in azioni ordinarie. Possono cioè restituire alla società le proprie azioni di risparmio e ottenere in cambio un’azione ordinaria per ogni azione consegnata. Non è finita. Chi decide di aderire dovrà anche contestualmente versare un conguaglio – una somma di denaro. Quanto? Ancora non si sa, con precisione, ma comunque sarà compreso tra il 38% e il 42% del prezzo che l’azione ordinaria avrà nel periodo di conversione. Il versamento non potrà comunque mai essere inferiore a 5,25 euro per azione.
· La proposta di Telecom prevede anche una seconda fase, quella del buy back. In un momento successivo alla conversione, cioè, la società acquisterà dai propri azionisti un numero di azioni ordinarie pari al massimo al 10% del capitale, pagandole di più rispetto al prezzo di mercato.
· Le nuove condizioni proposte da Telecom sono sicuramente migliori rispetto alle precedenti: il conguaglio da pagare era infatti pari al 48% del prezzo dell’azione, con un minimo di 6,25 euro. Ci si è insomma avvicinati molto alle richieste fatte due mesi fa dagli azionisti di risparmio, e in particolare da numerosi fondi di investimento italiani e esteri. Ma basta questo per essere soddisfatti?
· Telecom Italia ha modificato le condizioni non certo per un improvviso slancio di altruismo, ma solo perché agli attuali prezzi la proposta originale non è più fattibile. Vediamo il perché.
· Attualmente il prezzo delle Telecom ordinarie è intorno ai 12 euro, mentre il prezzo delle Telecom risparmio è circa 6,7 euro. Pagando il prezzo di conguaglio minimo inizialmente previsto (6,25 euro), l’azione ordinaria verrebbe a costare 12,95 euro (6,25 + il valore della risparmio). Tanto vale vendere le azioni di risparmio, e comprare direttamente le ordinarie a 12 euro!
· Il cambiamento delle condizioni, quindi, è dovuto soprattutto alla necessità di adattarsi all’attuale situazione di mercato.
· Alle nuove condizioni conviene convertire? Il conguaglio da pagare è abbastanza in linea con le condizioni di mercato, e convertendo gli azionisti di risparmio possono beneficiare del prezzo maggiorato del buy back. Tuttavia, non vediamo sufficienti ragioni per convertire. L’azione di risparmio è teoricamente sottovalutata rispetto all’ordinaria (vedi grafico) e col conguaglio si va a investire ulteriormente in un titolo poco attraente.
· A sfavore della conversione giocano anche gli elementi di incertezza introdotti da Telecom Italia, in particolare la forchetta per il conguaglio (sarebbe stato meglio stabilire una percentuale precisa, come era stato fatto a febbraio).
· Appurato che la conversione non è secondo noi attraente, cambierà qualcosa per gli azionisti di risparmio? Se l’operazione avrà successo, il numero di azioni di risparmio in circolazione diminuirà sensibilmente, e la scarsa liquidità potrebbe influire negativamente sul prezzo. È un rischio non da poco, anche perché il successo dell’operazione è diventato più probabile: la conversione, infatti, avrà luogo se si raggiungerà il 60% delle adesioni, mentre le condizioni precedenti prevedevano almeno l’80%.
· In conclusione, cosa deve fare chi possiede azioni Telecom risparmio? Scegliere il minore dei mali, cioè non convertire. I movimenti speculativi legati all’operazione, però, potrebbero essere l’occasione giusta per "sganciarsi" da Telecom, vendendo le azioni di risparmio e passando a altri titoli.

LO SCONTO DI TELECOM RISPARMIO

La differenza di prezzo tra Telecom risparmio e Telecom ordinaria (nero) è di circa il 45%, mentre la sua media storica (linea sottile orizzontale) si attesta intorno al 35%. L’azione di risparmio è secondo noi sottovalutata, quindi convertirla equivale a "svendere" il vostro investimento. Non convertite.

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