Analisi
Banca di Roma 16 anni fa - lunedì 9 aprile 2001

BANCA DI ROMA

Banca di Roma (1,16 euro – 2.246 lire) è uno dei principali gruppi bancari italiani. I dati 2000 mostrano un forte calo (-48%) dell’utile netto, che si attesta a circa 0,046 euro per azione. Un livello inferiore anche alle nostre aspettative, già riviste al ribasso (da 0,08 a 0,054 euro per azione). Notiamo inoltre un calo (-8% rispetto al 1999) del margine di interesse, cioè della differenza tra interessi riscossi e pagati. Tuttavia, l’aumento delle commissioni fa sì che il margine di intermediazione (che comprende anche le commissioni) sia in crescita del 6,5%. Sono soprattutto altri gli elementi che hanno determinato il calo degli utili: la diminuzione delle componenti straordinarie e le tasse. Nel 1999 il gruppo aveva beneficiato di guadagni straordinari rilevanti, in particolare per la cessione della Bna; nel 2000 il peso dei guadagni straordinari è stato ancora notevole (ad esempio per la cessione di 21 sportelli del Banco di Sicilia), ma molto inferiore al 1999. Depurando il bilancio dal gioco di queste componenti, l’utile corrente – quello "vero" – di Banca di Roma risulta in leggera crescita (0,029 euro circa contro 0,023 del 1999). L’altro elemento che ha pesato negativamente sulla gestione 2000 è stato il maggior peso fiscale.
Visti i risultati 2000, abbassiamo la nostra stima sull’utile 2001 a 0,065 euro per azione. L’azione è cara, ma il gruppo ha intrapreso una politica di taglio dei costi, soprattutto sul personale, per recuperare redditività (nel 2000 ferma al 4%). Mantenere.

BANCA DI ROMA / BANCHE

Banca di Roma (nero; base 100) fatica per recuperare sul settore. È cara, ma visti i piani di rilancio: mantenere.

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