Analisi
Ericsson 16 anni fa - lunedì 2 aprile 2001

ERICSSON

Nel 2000 Ericsson Italia (38 euro –73.578 lire) – la filiale italiana del colosso svedese Ericsson – ha accresciuto il fatturato del 12% e i margini di guadagno dell'1% (8% nel 2000), grazie soprattutto alla crescita delle vendite nei sistemi di infrastrutture (più redditizi dei terminali) nel 4° trimestre. Inoltre la casa madre ha annunciato provvedimenti per ridurre i costi, soprattutto nei terminali, e ha sottolineato che l'industria attraversa un momento delicato per le molte incertezze sia a livello tecnologico sia di redditività. Non a caso nel 2001 la crescita del mercato mondiale dovrebbe rallentare di almeno il 10% (crescita due volte minore del 2000). Un rallentamento che colpisce non solo i terminali, ma anche le infrastrutture dato che gli operatori rimandano gli investimenti. E ciò è vero soprattutto per l'Europa, dove il mercato è già molto sviluppato, e probabilmente anche per l'Italia in particolare. A medio termine restiamo più ottimisti su Ericsson visto anche che tre dei cinque operatori che hanno ottenuto le licenze Umts (telefonia di terza generazione) sono suoi clienti per le infrastrutture.
L'attuale periodo di transizione tecnologica è pieno di incertezze, cosa non certo apprezzata dalla Borsa. L'azione è correttamente valutata. Mantenere, ma non acquistare.

ERICSSON (in euro)

La gelata sulle telecomunicazioni ha fatto scendere fortemente il titolo il cui prezzo è corretto. Mantenere.

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