Analisi
Rinascente 16 anni fa - martedì 17 aprile 2001

RINASCENTE

Il Gruppo Rinascente (5,07 euro – 9.817 lire) ha fornito ulteriori informazioni sui risultati raggiunti nel corso del 2000. L’utile netto è risultato di 0,138 euro per azione, inferiore del 15% circa rispetto a quello dell’anno precedente. Le vendite sono cresciute del 3,6%, meno di quanto il mercato si aspettava. L’andamento deludente delle vendite è dovuto principalmente alla bassa crescita dei consumi – alimentari e non-alimentari – delle famiglie italiane registrata nel 2000. L’82% circa delle vendite ha riguardato il settore alimentare – ipermercati e supermercati – e il restante è risultato suddiviso tra Upim, Rinascente, Brico e Leroy Merlin. La crescita maggiore ha riguardato la divisione bricolage (+11,5%); ancora bassa invece la crescita di Upim, divisione in completa ristrutturazione, e degli ipermercati Auchan. Per i prossimi anni il gruppo intende proseguire il piano di ristrutturazione e le nuove aperture, rafforzare le vendite dei prodotti che portano il suo marchio, sviluppare la notorietà dell’insegna Auchan e sfruttare le nuove tecnologie informatiche. Per il prossimo triennio il gruppo si attende vendite in aumento rispettivamente del 5%, 7% e 8,5%.
Considerando però il peso sempre minore che i prodotti venduti dalla grande distribuzione hanno sul totale dei consumi delle famiglie italiane, e la lentezza del piano intrapreso, prevediamo un utile in modesta crescita a 0,15 euro per azione nel 2001 e a 0,17 nel 2002. L’azione è ancora cara, non acquistatela.

RINASCENTE / BORSA

Lento il piano di rinnovamento in atto. Il titolo Rinascente (nero; base 100) è caro: non acquistatelo.

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