Analisi
Bipop Carire 16 anni fa - lunedì 28 maggio 2001

BIPOP CARIRE

Bipop Carire (4,67 euro – 9.042 lire), banca regionale concentrata soprattutto in Lombardia e in Emilia Romagna, ha appena reso noto i risultati dei primi tre mesi del 2001. Pesantissimo il confronto con i primi tre mesi del 2000: l’utile netto, infatti, risulta in calo del 63% circa. Bipop Carire è una banca che punta fortemente sul risparmio gestito, e quindi un notevole passo indietro era già da tempo preventivato. I primi tre mesi del 2000, infatti, hanno beneficiato di un mercato estremamente favorevole, mentre il primo trimestre 2001 è stato uno dei peggiori degli ultimi anni dal punto di vista degli investimenti. La flessione dei risultati di Bipop Carire, tuttavia, è andata oltre le nostre previsioni, non tanto nel calo delle commissioni (-16,5%) quanto nel calo dei profitti da operazioni finanziarie, passate da un utile di 0,04 euro per azione a una perdita di 0,01 euro per azione. Tenendo conto del diverso numero di azioni nel 2000 e nel 2001 – in seguito all’acquisizione di Entrium – il valore assoluto dei profitti da operazioni finanziarie segna un calo del 133%. A poco, quindi, è servito il progresso (+23%) del saldo tra interessi riscossi e pagati dalla banca. Sul lato strategico, intanto, sembra sempre più probabile la vendita di Azimut, anche se ancora non è stato identificato un acquirente tra i possibili candidati.
Il risultato trimestrale di Bipop è peggiore delle nostre previsioni, e ci porta a rivedere la nostra previsione sull’utile 2001 (da 0,20 a 0,18 euro per azione). Per il 2002, invece, manteniamo la nostra previsione di 0,22 euro per azione. Il titolo è caro nonostante il forte calo degli ultimi tempi e ciò ci porta a sconsigliarvene l’acquisto.

BIPOP CARIRE / BANCHE

I risultati trimestrali non hanno certo favorito la ripresa di Bipop Carire (nero; base 100). Non acquistare.

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