Analisi
Edison 16 anni fa - lunedì 7 maggio 2001

EDISON

Edison (10,5 euro – 20.331 lire) è il secondo operatore italiano nei settori elettrico, dietro Enel, e del gas, dietro Snam. Da questi due settori Edison ricava rispettivamente il 69% e il 29,5% delle entrate, mentre le telecomunicazioni e il settore idrico registrano entrate ancora poco significative (1,5% del totale). La società ha fornito un'anteprima dei risultati relativi al primo trimestre, dati che ben spiegano la situazione attuale della società. Infatti mentre i ricavi, grazie alla liberalizzazione del settore, crescono a un ritmo da new-economy (+ 52% rispetto al primo trimestre 2000), il miglioramento dell'utile operativo (+ 14%) non ne tiene il passo. La situazione è aggravata dal fatto che, come ricorda anche la società, a causa della stagione fredda il primo trimestre è di solito il migliore dell'anno. Il basso aumento della redditività operativa è dovuto al fatto che, nonostante le maggiori quantità vendute di energia e gas, i prezzi di vendita più alti rispetto allo scorso anno e l'entrata in funzione di un proprio impianto di generazione, chi opera nel settore elettrico e non ha una solida base di produzione propria non può che affidarsi alla mera intermediazione (costosa) e quindi dire addio a grassi profitti. Per finire, le telecomunicazioni: Edisontel in pratica è ancora in fase di start-up e, se tutto va bene, non vedrà utili prima del 2004, anno in cui i costi totali sostenuti dalla controllante Edison per lo sviluppo avranno peraltro raggiunto 0,8 euro per azione. Sempre nel 2004, Edison pensa di quotare in Borsa Edisontel.
Se Edison non riuscirà nell'acquisto di Elettrogen (la centrale di produzione messa in vendita dall'Enel) stimiamo un utile netto per azione in crescita simbolica (da 0,42 a 0,43 euro) nel 2001. In più l'azione è cara: mantenere, ma non acquistare.

EDISON/ ENEL

Edison (nero, base 100) è salita molto più di Enel (linea sottile). Entrambe però sono al più da mantenere.

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