Analisi
Banca di Roma 16 anni fa - lunedì 18 giugno 2001

BANCA DI ROMA

Momento difficile per Banca di Roma (3,78 euro – 7.319 lire), alle prese con deludenti risultati e con importanti cambiamenti al vertice. Negli scorsi giorni si è dimesso l’amministratore delegato alla guida del gruppo dallo scorso dicembre. Queste dimissioni hanno accentuato le preoccupazioni sullo stato di salute dei conti del gruppo, visto che la decisione potrebbe essere dovuta alle difficoltà nella ristrutturazione, evidenziate anche dai dati negativi dell’ultima relazione trimestrale. Banca di Roma ha infatti chiuso il primo trimestre 2001 con un utile netto in calo del 62% rispetto al primo trimestre 2000. L’andamento negativo è in parte dovuto al calo delle commissioni (-26%) e dei profitti da operazioni finanziarie (-28%) per le condizioni di mercato meno favorevoli rispetto ai primi tre mesi 2000. Banca di Roma, tuttavia, non è particolarmente attiva nel risparmio gestito, e il calo degli utili è dovuto anche a difficoltà nell’attività più tradizionale. Il saldo tra interessi attivi e passivi è in diminuzione (-4%) nonostante un aumento della raccolta (+2,3%) e dei crediti alla clientela (+7,4%). Il problema principale della banca rimane il livello di crediti che potrebbero non essere rimborsati, ancora alto nonostante le operazioni di cessione (l’ultima a fine maggio). Non servirebbe allo scopo, invece, l’eventuale cessione di Banca Mediterranea, di cui si è parlato ultimamente, i cui conti sono stati già "ripuliti" dai crediti problematici.
I dati trimestrali e il possibile ritardo nel risanamento ci portano a ridurre le previsioni sull’utile 2001 e 2002 (rispettivamente 0,18 e 0,22 euro per azione). Il titolo è caro, ma i forti ribassi rendono per ora sconsigliabile la vendita. Mantenere.

BANCA DI ROMA / BANCHE

Continua la discesa di Banca di Roma (nero; base 100), che nonostante ciò resta cara. Mantenere.

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