Analisi
Ericsson 16 anni fa - lunedì 11 giugno 2001

ERICSSON

Nel 1° trimestre Ericsson Italia (31,40 euro – 60.799 lire), la filiale italiana del gigante svedese Ericsson (infrastrutture e telefonia mobile) – ha subìto un netto calo (-65%) dell'utile industriale. Anche in Italia, come nel resto d'Europa e negli Usa, il settore attraversa un momento difficile: il rallentamento economico arriva, infatti, proprio in una fase di importante transizione tecnologica. Risultato: i consumatori rimandano gli acquisti nella telefonia mobile (-72% il fatturato), mentre la domanda di infrastrutture di nuova generazione (Gprs e soprattutto Umts) è solo agli inizi e gli ordini degli operatori sono in ritardo. Una situazione che, provocando forti pressioni sui prezzi, ha fatto scendere il margine operativo del gruppo (l'utile calcolato prima dell'impatto degli interessi, delle tasse e degli accantonamenti vari) al 3,7% contro il 6,8% del 1° trimestre 2000.
Nella telefonia mobile la casa madre Ericsson reagisce alla perdita di terreno nei confronti della concorrenza moltiplicando le alleanze (come con Sony), ma il successo non è scontato anche se si spera in una ripresa del settore a fine 2001/inizio 2002 con l'arrivo del Gprs.
Nelle infrastrutture per l'internet mobile il gruppo resta l'indiscusso leader con un terzo del mercato mondiale. Una posizione di dominio che dovrebbe favorirne nel tempo la crescita soprattutto in Italia.
Sebbene la visibilità sia molto ridotta sul mercato della telefonia mobile, restiamo moderatamente ottimisti sul potenziale di crescita di Ericsson Italia. Potete mantenere l'azione, che è correttamente valutata.

ERICSSON (in euro)

La ridotta visibilità del settore continua a pesare sul titolo. Mantenere, ma non acquistare.

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