Analisi
Ifil 17 anni fa - martedì 5 giugno 2001

IFIL

Nel 1° trimestre 2001 gli utili netti della holding Ifil (7,59 euro – 14.696 lire) sono calati del 57%. I guadagni ottenuti con la vendita delle partecipazioni in Danone e Galbani non sono riusciti a uguagliare quelli realizzati nel 2000 con la vendita di una parte della partecipazione nello zuccherificio Saint Louis. L'uscita da quest'attività (30% circa degli utili di Ifil nel 1° trimestre 2000) oltre che sugli utili finanziari pesa anche sugli utili industriali della holding. Deludenti anche i risultati (senza i guadagni straordinari ottenuti con la vendita di alcune attività relative a Magneti Marelli) della controllata Fiat. Fiat Auto ha infatti subìto una perdita operativa per: le pressioni sui prezzi; una gamma poco attraente, soprattutto nel diesel; le difficoltà in Polonia; il calo delle vendite di Bravo e Brava legate all'attesa del lancio della nuova Stilo... Anche la controllata Iveco (camion) ha sofferto dell'accresciuta concorrenza.
Ifil continua nella "gestione dinamica" delle proprie partecipazioni: ha appena ceduto il 10% di Alpitour alla tedesca Preussag, N° 1 al mondo del turismo, sperando in sinergie fra i due gruppi. Infine Arjo Wiggins (carta di pregio) posseduta tramite la controllata Worms lancia un piano di rinnovamento degli impianti di produzione. Ma il mercato della carta resta difficile in seguito all'aumento dei prezzi delle materie prime.
Manteniamo invariate le stime sull'utile per azione a 0,35 euro per il 2001 e a 0,4 euro per il 2002. Anche se l'azione è correttamente valutata non acquistatela: Ifil resta una holding attiva in settori disparati che non hanno rosee prospettive.

IFIL (in euro)

Ifil continua gli sforzi per rendere più dinamiche le sue attività, ma i risultati lasciano a desiderare. Non acquistare.

 

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