Analisi
Aceralia 16 anni fa - lunedì 16 luglio 2001

ACERALIA

Il gruppo siderurgico spagnolo Aceralia (13,49 euro – 26.120 lire; ACR.MC), pur essendosi ben difeso nei primi mesi dell'anno, attraversa oggi un momento difficile. Da una parte il rallentamento economico che è arrivato anche in Europa (90% della sua attività), combinato a una produzione di acciaio superiore alla domanda, ha fatto crollare i prezzi di tutti i tipi di acciaio. Dall'altra, negli Usa il Governo minaccia di imporre sanzioni sulle importazioni di acciaio europeo. E, anche se secondo noi la situazione dovrebbe risolversi tramite negoziati, permane il rischio che sul mercato europeo affluisca anche l'acciaio destinato agli Usa, cosa che accelererebbe il crollo dei prezzi. In questo contesto difficile l'avvenire di Aceralia dipende, secondo noi, dalla fusione con la francese Usinor e la lussemburghese Arbed, che darà vita al 1° gruppo siderurgico al mondo, consentirà importanti economie e una migliore copertura del mercato mondiale. Tenendo conto della fusione (le autorità europee dovrebbero approvarla nel 4° trimestre 2001) manteniamo invariate le nostre stime sull'utile per azione a 1,82 euro per il 2001 e a 2,39 euro per il 2002.
Il contesto difficile e le minacce del Governo Usa pesano sul titolo. Ma, secondo noi, per Aceralia il peggio è passato e l'azione, che è conveniente, dovrebbe decisamente riprendersi dagli inizi del 2002. Acquistare.

ACERALIA (in euro)

Il rallentamento economico e le minacce Usa pesano sul titolo. Ma il peggio è passato: acquistare.

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