Analisi
I dividendi di Babbo natale 16 anni fa - lunedì 16 luglio 2001

I DIVIDENDI DI BABBO NATALE

Ho visto che nel listino della Borsa finlandese è quotato un titolo che paga un dividendo pari al 15% del valore di Borsa dell'azione stessa: ho preso un abbaglio?

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Il dato rilevato dal nostro lettore è esatto. Esso si riferisce al gruppo finanziario Sampo, che opera nell'attività bancaria, nei servizi di investimento e nelle assicurazioni vita e danni. A quest'ultimo proposito, merita di essere riportata una dichiarazione della società: "la redditività del ramo danni dei veicoli a motore – la nostra Rc auto – è aumentata notevolmente". Le nostre assicurazioni dovrebbero prendere esempio...
· Tornando al mercato mobiliare, una nostra ricerca sui dividendi pagati quest'anno ha evidenziato che, tra le società dell'Hex 20 (l'equivalente del nostro Mib 30), 13 hanno pagato un dividendo inferiore al 5% del valore di Borsa dell'azione o non lo hanno pagato affatto, 5 hanno offerto un dividendo compreso tra il 6 e l'8%, una non ha ancora annunciato l'importo del dividendo stesso e l'ultima, appunto la Sampo, ha elargito 8 euro di dividendo a fronte di una quotazione dell'azione di circa 50 euro, offrendo un rendimento al lordo delle tasse del 16%.
· Il caso della Sampo non rispecchia solo un andamento eccezionale degli affari, ma anche (e soprattutto) la volontà dell'azienda di distribuire ai propri azionisti un dividendo extra che, in quanto tale, difficilmente si ripeterà in futuro. Le azioni con il dividendo compreso tra il 5 e l'8% sono quelle delle società forestali Upm, Stora Enso e Metsa Serla, della Fortum (energia) e del gruppo industriale Metso. A beneficio di chi sta già dando disposizioni alla propria banca per acquistarle, va però detto che Babbo Natale, originario di queste parti, è già passato: tutte queste aziende hanno già pagato il dividendo agli azionisti.
· A questo punto s'impone una riflessione di carattere più generale sulla Borsa finlandese. Il mercato è infatti dominato dal gigante Nokia, che da solo rappresenta i due terzi sia della capitalizzazione sia degli scambi di tutta la Pörssi (il nome della Borsa in finlandese).
Il resto è piccolo e frammentato, tanto che la seconda società per capitalizzazione è grande, si fa per dire, un decimo di Nokia.
· L'efficienza nella formazione dei prezzi, poi, è lontana anni-luce da quella dei mercati finanziari più evoluti, tanto che non è infrequente uno spread (differenza) tra il prezzo di acquisto e quello di vendita della stessa azione del 10%, sulla falsariga di quanto avviene spesso da noi nel mercato dei covered warrant. Questo perché, escludendo Nokia, in media la Pörssi registra giornalmente un volume scambi di 300 milioni di euro. La scarsa liquidità già nel 1997 veniva indicata, insieme alla rarefazione in termini temporali degli scambi, da studiosi della locale università di Vaasa come causa delle alte differenze tra bid (il prezzo a cui gli investitori acquistano il titolo) e ask (il prezzo a cui lo vendono).
· In questo clima, più simile a una tranquilla riunione tra amici che a una caotica Borsa occidentale, non stupisce che sia la stessa società proprietaria della Pörssi, il gruppo Hex, a dover proporre un servizio di investor relations (relazioni con gli investitori) alle società quotate, le quali nella maggioranza dei casi ne sono sprovviste.

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