Analisi
Marconi 16 anni fa - lunedì 9 luglio 2001

MARCONI

Il gruppo britannico Marconi (104,50 pence – 3.370 lire; MNI.L), specializzato nelle infrastrutture per le telecomunicazioni, ha appena dimezzato le sue previsioni sui margini operativi (una misura della redditività della società) per il 2001, mentre a maggio contava ancora su un miglioramento delle sue performance. Questo annuncio, arrivato come un fulmine a ciel sereno, non è stato affatto apprezzato dagli investitori. Non a caso anche il prezzo dell'azione si è dimezzato. Certo, dopo recenti "profit warning" dei suoi concorrenti Nortel e Alcatel, un deterioramento dei risultati di Marconi era atteso, ma non di un tale ampiezza. Il forte ribasso annunciato è imputabile alla crisi del settore delle telecomunicazioni negli Usa, ma soprattutto alla brusca frenata degli investimenti degli operatori di telecomunicazioni europei finora ritenuti in migliore salute dei loro omologhi americani. In più la vendita – a un prezzo troppo basso secondo noi – della divisione Systèmes Médicaux a Philips sembra confermare gli attuali problemi finanziari del gruppo, che deve far fronte a entrate più deboli in seguito al calo dell'attività e al livello elevato delle scorte. Infine il suo non roseo bilancio (indebitamento elevato, numerose partecipazioni che si sono svalutate…) ha ridotto la capacità di indebitamento di Marconi.
La temporanea riduzione dell'attività non è l'unico problema del gruppo. Anche la sua situazione finanziaria è fragile, sebbene per quest'anno i problemi di tesoreria sembrino risolti con la vendita dell'attività medica. Malgrado tutto l'azione, anche se è diventata molto rischiosa, resta conveniente e può essere mantenuta.

MARCONI (in pence)

L'annuncio del crollo della redditività ha fatto sprofondare il titolo. Mantenere, ma non acquistare.

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