Analisi
IBM 16 anni fa - martedì 28 agosto 2001

IBM

27/8/2001

Il gigante americano dell'informatica IBM (106,86 dollari) ha chiuso il primo trimestre 2001 con un utile per azione in rialzo del 12 % a 2,17 dollari e vendite in crescita del 4 %, un risultato in linea con le nostre attese. In un contesto di rallentamento economico, IBM ha beneficiato della sua diversificazione geografica e della vasta gamma di prodotti. I servizi informatici (+ 9 %, 40 % del fatturato) hanno sostenuto la crescita del gruppo superando addirittura le vendite di materiale informatico. Grazie alla sua dimensione mondiale e alla sua offerta integrata IBM si è accaparrata le maggiori imprese di dimensione mondiale con le quali ha negoziato dei contratti pluriennali che la mettono al riparo dagli alti e bassi della congiuntura economica. Tenuto conto della dimensione ormai colossale raggiunta dall’attività "servizi", motore della crescita del gruppo in questi ultimi tempi, ci aspettiamo delle difficoltà nel mantenere questo ritmo di crescita anche in futuro ad esempio per la risposta di concorrenti come Compaq che vogliono imitare IBM proprio nel terreno dei servizi. Inoltre il gruppo incontra delle difficoltà nelle divisioni materiali informatici nonostante alcuni segmenti – come quello dei server e lo stoccaggio dati – vadano a gonfie vele. Il management, poi, ha per la prima volta quest'anno lasciato intendere che i risultati potrebbero essere risentire del rallentamento economico del secondo trimestre. Rivediamo dunque le nostre previsioni sugli utili per azione per 2001 e 2002 rispettivamente a 4,56 e 5,09 dollari dai precedenti 4,75 e 5,3 dollari.

Viste le prospettive a lungo termine e l'attuale prezzo dell'azione, il potenziale di crescita del titolo ci sembra limitato. Inoltre l'amministratore delegato Louis Gerstner lascerà il suo posto nel marzo 2002 e non si sa se il successore sarà altrettanto efficace nello sviluppare IBM. L'azione è cara, meglio vendere.

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