Analisi
Repsol 16 anni fa - lunedì 24 settembre 2001

REPSOL YPF

Nel primo semestre lo spagnolo Repsol YPF (14,26 euro – 27.611 lire; REP.MC) ha realizzato un utile per azione di 0,97 euro, in calo dell'8,5% rispetto al primo semestre 2000. Un calo imputabile soprattutto all'esplorazione/produzione (-5,8% su base comparabile), che rappresenta circa la metà del risultato operativo del gruppo, che ha sofferto del calo di prezzi di vendita dei prodotti petroliferi. Inoltre in Argentina (75% della sua produzione di idrocarburi) il gruppo ha risentito nel gas della forte concorrenza dell'energia idroelettrica (favorita dalle abbondanti piogge di quest'anno) e della cattiva congiuntura. Inoltre dall'integrazione con l'argentino YPF, il gruppo si attende ora una riduzione dell'indebitamento più modesta e una crescita della produzione di idrocarburi meno elevata di quanto inizialmente stimato. Ma anche il suo attuale obiettivo di produzione (1,35 milioni di barili l'anno da ora al 2005) ci sembra un po' troppo ottimista. Malgrado le attuali difficoltà in Argentina, a medio termine il tasso di crescita del gruppo dovrebbe essere superiore alla media del settore, grazie anche alle sinergie scaturite dalla fusione.

Per quest'anno rialziamo le nostre stime sull'utile per azione da 1,85 a 1,94 euro, ma per il 2002 le ribassiamo da 1,80 a 1,52 euro per tenere conto di un contesto petrolifero meno favorevole. L'azione è correttamente valutata. Mantenere.

 

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